Le dichiarazioni dell'allenatore biancoceleste, intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della partita vinta contro la Juventus

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All'Allianz Stadium di Torino la Lazio supera la Juventus per 3-0, e conquista la sua sesta vittoria di questo inizio di campionato. Al termine della sfida contro i bianconeri, il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue parole:

"Dopo due/tre mesi fermo mi rompo le scatole, lo spogliatoio mi manca. L’odore, parlare coi giocatori. Non ho paura di andare, ho fatto scelte azzardate, ma stica**i. Fatemela passare, si vive una volta sola e a casa mi rompo le scatole. Sono d’accordo di aver fatto forse scelte sbagliate, come con la Fiorentina. Ma si cambia e si migliora: rifarei tutto. Se oggi sono questo allenatore è perché l’estero mi ha aiutato tanto. Dobbiamo frullare, ero molto arrabbiato con Milan e Monza: due partite dominate, abbiamo provato a gestire e ci è venuto il braccino. Dobbiamo giocare come oggi, in qualche gara prenderemo qualche imbarcata e lo sappiamo, ma la palla si copre: si va sui riferimenti forte, oggi siamo stati bravi a lavorare col blocco difensivo ed è stato uno step importante. Ma parte tutto dal lavoro settimanale.

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Cosa mi ha maggiormente sorpreso? Mi sta sorprendendo che questa squadra ascolta, che fa tutto quello che prepariamo. Dobbiamo essere più bravi ad avere più coraggio, non è una questione fisica. Tante squadre palleggiano bene, se sei una via di mezzo… anche col Mantova avevamo fatto una buonissima partita, per me è stata una sorpresa. Ma se facciamo le cose a metà diventiamo vulnerabili. Devi stare sul pezzo, avere 4-5 giocatori che vanno in avanti: se rubi palla crei più palle gol. Quella della Nazionale è una ferita che non andrà mai via: lo farà quando non sarò più in vita. È stata una delusione pazzesca, ci credevo e penso che avevamo costruito qualcosa di buono. Poi gli episodi nella vita contano: da calciatore ho avuto fortuna, da allenatore ho raccolto poco di quanto ho seminato. Ma va bene, ho 48 anni e sono giovane. Si va avanti e non si molla, sono nato settimino e già rompevo le scatole. Si soffre e si va avanti, l’importante è avere il fuoco dentro".

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