cittaceleste news Klose: “Lazio? Gioca bene, ma la società deve fare un’analisi. A Norimberga…”

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Klose: “Lazio? Gioca bene, ma la società deve fare un’analisi. A Norimberga…”

Michele Cerrotta
Le parole dell’ex attaccante tedesco, oggi allenatore, tra le strategie seguite con il suo club e il momento della squadra biancoceleste

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Miro Klose e la Lazio, una storia d’amore che fa avanti anche a distanza. Il tedesco, oggi allenatore del Norimberga, segue ancora la sua ex squadra: “Non potrebbe essere altrimenti”. E intanto ha risollevato le sorti della sua squadra, dopo un avvio difficile. Sulle colonne del Corriere della Sera l’ex attaccante ha parlato proprio di questo e del momento dei biancocelesti: “Il dialogo col club è sempre stato propositivo e trasparente. Sapevamo che dovevamo cominciare a fare punti, ma c’era il mercato aperto e sapevamo anche che avremmo ancora potuto sistemare la squadra, come poi è successo. Molti ragazzi avevano fatto il salto dalle giovanili alla prima squadra, e alcuni di loro hanno avuto bisogno di tempo per assorbire il cambiamento”.

Anche a Formello i giocatori avevano bisogno di tempo per riadattarsi al lavoro di Sarri, non trova?

Alcune cose però devono essere chiare. Conoscendo l’ambiente credo che i problemi vengano percepiti peggio visti i risultati della Roma, la Lazio però è e resta un club affascinante. E secondo me gioca anche bene. L’idea tattica è chiara e percepibile, questo è importante”.

I tifosi sono preoccupati dal ridimensionamento. Secondo lei la società come può rilanciarsi?

Credo si debba sempre puntare sui giovani. Ritengo sia importante fare un’analisi profonda della strada che si vuole imboccare. Che tipo di calcio vogliono vedere i tifosi? A cosa tengono loro? Quali giocatori ci sono in rosa e quali possono essere rappresentativi? I calciatori vengono per guadagnare o perché credono di poter raggiungere il successo col club? Si deve sempre cercare di fare un passo per volta, ma soprattutto bisogna mettere un freno ai problemi. E poi cominciare a migliorare un dettaglio dopo l’altro. Per esempio sui giovani: ognuno deve avere un programma d’allenamento diverso”.

Cosa intende?

A Norimberga alleniamo il talento. I ragazzi fra i 14 e i 16 anni e quelli fra i 17 e i 19 vengono divisi in gruppi e fanno esercizi specifici per le loro caratteristiche. Inoltre io e il mio staff facciamo delle sedute esclusivamente con loro affinché i ragazzi possano migliorare, e noi avere un quadro completo del club, sapendo su quali talenti puntare in futuro. Da noi, per esempio, Rafael Lubach, 20 anni, sta migliorando tantissimo”.

È così che fra gennaio e la scorsa estate il Norimberga, seppur in seconda divisione, ha venduto giovani per oltre 50 milioni?

Quel risultato rispecchia il lavoro di tutti. Io sono l’allenatore, ma il merito va dato allo scouting, al mio staff, e a tutte le persone che pensano al benessere dei giocatori. Nelle nostre sedute di allenamento gli stranieri vengono aiutati dai traduttori”.

La nuova generazione pensa troppo ai social?

Ognuno deve fare quel che crede. Io non ho i social, per me non è mai stato importante mostrarmi. Ritengo prezioso il tempo che abbiamo a disposizione, che purtroppo è poco, per questo non lo spreco su internet. Mi concentro su altro. Al netto di questo però, quando comincia la partita bisogna rendere. Se si sta troppo sui social, forse non si utilizza il tempo nel modo giusto per la propria carriera. I ragazzi devono ricordare che conta più essere apprezzati da allenatore e compagni, che non da 10mila sconosciuti su internet”.

Gli ultimi tre allenatori della Lazio si sono tutti dimessi: è un monito per il club?

Ci sono sicuramente motivi che hanno spinto Sarri, Tudor e Baroni a fare un passo indietro. Le dimissioni non sono mai un buon segnale, ma non è giusto da lontano esprimere un giudizio”.

A Roma molti lamentano l’assenza di uno sponsor...

Non vengono mica da soli. Bisogna anche vedere che tipo di calcio offre la squadra. È intrigante? Per un’azienda c’è un ritorno d’immagine nel legarsi a quelle idee di gioco?”.

Quali sono i suoi obiettivi?

Vorrei allenare in Champions. Ne ho altri, che però tengo segreti”.