È partito l'iter per l'approvazione del progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio da parte della Lazio, ma nel percorso potrebbero esserci ostacoli da superare. Come riportato da Il Messaggero, nella relazione archeologica si parla di "rischio concreto, quasi una certezza, di rinvenimenti archeologici ad una quota entro i -4 metri di profondità dal piano stradale". Questo potrebbe rappresentare un serio problema nella fase di scavi per costruire i piloni di sostegno del superanello, necessario per raddoppiare la capienza senza stravolgere il disegno di Nervi.
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Lazio, archeologia e vincoli sull’impianto: le problematiche del Flaminio
Inoltre, c'è da fare i conti con i vincoli di "notevole interesse pubblico" e di "rilevante interesse artistico, tecnico e storico" che impone la conservazione delle caratteristiche architettoniche e strutturali dell'edificio (il problema principale sarà la demolizione dell'attuale tettoia delle tribune). Poi, sull'area c'è il vincolo paesaggistico, che "impone un approccio progettuale responsabile e integrato, che tenga conto non solo delle esigenze funzionali e strutturali dell’impianto sportivo, ma anche della sua relazione con il contesto urbano e ambientale", ed il vincolo fluviale che "interessa tutte le aree comprese entro 150 metri dalle sponde del corso d’acqua e che rende pertanto necessaria l’autorizzazione paesaggistica per qualsiasi trasformazione edilizia o infrastrutturale, anche minima".
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