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Lazio, Ballotta e il record in Champions League: “Corona la mia carriera”

Marco Ballotta
Le parole dell'ex portiere biancoceleste che detiene ancora oggi il record di calciatore più anziano a essere sceso in campo in Champions

Con l'ultima giornata della fase a gironi in archivio la Champions League si ferma in attesa della fase ad eliminazione diretta. La Lazio attende di conoscere l'avversaria agli ottavi, nel sorteggio di Nyon in programma lunedì. Nella più prestigiosa competizione europea per club degli ultimi vent'anni un ex biancoceleste che risponde detiene il record di calciatore più anziano ad averci mai giocato. Il recordman risponde al nome di Marco Ballotta, che all'età di 43 anni e 253 giorni scese in campo in un Lazio-Real Madrid, l'11 dicembre 2007.

“Indubbio che giocare a quell’età e in quella competizione così importante riempie di soddisfazione, è il coronamento della mia carriera” - racconta Ballotta a TMW - “Un premio alla passione che ho, che avevo e che mantengo: questo sport è stata la mia vita, ho fatto 27 anni di professionismo. Arrivare a giocare fino a così tarda età significa essere stato bene, ma anche aver avuto un pizzico di fortuna, così come aver trovato le condizioni giuste”. L'unico che poteva insidiare nel recente passato il record di Ballotta era Buffon“Se doveva essere battuto il mio record, era giusto lo facesse lui. Poi lo conosco, quando giocava ancora ci vedevamo spesso a Parma. Un giorno gli dissi di lasciare qualcosa anche agli altri, di non essere egoista! Poi qualcuno mi batterà, ma non è così facile”. 

In quel Real Madrid-Lazio i biancocelesti uscirono sconfitti per 3-1 e non riuscirono a centrare la qualificazione agli ottavi. Eravamo ancora convinti di poter passare il turno. Ero arrabbiato perché avevamo perso, non pensavo ad altro onestamente… Erano forti, ma anche noi non eravamo male. Quella partita poteva essere decisiva, loro erano abituati a giocare sempre quella competizione” - racconta Ballotta - Sapevamo che era durissima, ma non partivamo già vinti. Una bella soddisfazione personale, ma l’emozione la provano i ventenni! A quell’età no, devi cercare dentro te stesso gli stimoli e le sensazioni. Pensate che avevo ancora voglia di migliorarmi, ero sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene negli allenamenti. L’aspetto fa mentale fa tutta la differenza, se pensi di essere già bravo e di non dover imparare, giusto che tu smetta”.

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