Le dichiarazioni del tecnico biancoceleste, intervenuto al termine della gara contro il Cagliari in conferenza dalla sala stampa dell'Olimpico

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Lazio, Gattuso vince il Premio Colalucci. Le parole all'evento

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Intervenuto in conferenza stampa al termine della gara valida per la nona giornata di Serie A, Lazio-Cagliari, Gennaro Gattuso ha commentato la gara contro gli isolani. Queste le sue parole:

La classifica ha costituito uno stimolo in più per questa vittoria? "Oggi hanno sorpreso pure me, questa è la verità. Sinceramente, un punto me lo portavo a casa ed ero pure contento. Sono stati loro, la volevano vincere a tutti i costi. Secondo me i cambi ci hanno dato più energia, più veemenza, più voglia. Quattro giorni fa qui si è giocata Roma-Cagliari, che ha avuto nove palle gol. Sapevamo che l'avrebbero preparata con un uomo addosso a Tavares. Sapevo che avrebbero giocato così, non siamo stati bravi. Dovevamo fare meglio a destra, nel secondo tempo l'abbiamo fatto e abbiamo sviluppato in maniera migliore. Chi è entrato ci ha dato una grande mano. Se abbiamo vinto è merito dei ragazzi per la mentalità, per la voglia, per lo spirito. Hanno fatto di tutto per vincere. La classifica conta poco, mancano dodici punti all'obiettivo. Dopo si vede. Se non vincevi oggi, stavamo tutti là in classifica. Non si può sbagliare niente. Pensiamo partita dopo partita, cerchiamo di fare qualcosa di diverso. Ci sono squadre e allenatori molto preparati, ce l'hanno incartata un po'. Noi, secondo me, eravamo un po' sulle gambe. Questa l'abbiamo pagata, ma siamo stati bravi a rimanere in partita e a fare un incredibile lavoro a livello mentale. Ho ancora negli occhi Taylor, che ha salvato due contropiedi ribaltando l'azione per segnare e rischia anche di fare gol. Io ricordo sempre a tutti i ragazzi, so che smanettano su internet e leggono tanto, che il lavoro paga ed è giusto così. Ho giocato tanto anche io, volevo essere sempre coerente e quando lo sei i compagni ti fanno diventare leader. Non decidi te, decide il gruppo. Se oggi la gente è entrata in questo modo è perché lavora bene, quello che semini raccogli. Questo è qualcosa di importante ed è quello che mi rende più orgoglioso ora, non la classifica".

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Quanti meriti si prende? "C'è grande rispetto per i giocatori da parte mia, ma dopo vogliamo fare determinate cose e ci può stare una giornata no, che le gambe non vadano come pensi. Mi sembrava giusto in quel momento mettere dentro forze fresche. Stavamo lì ma non facevamo male all'avversario, anzi arrivavamo poco sulle seconde palle. Belahyane oggi non ha fatto una grande partita, ha giocato al di sotto ma ci sta, è giusto così. Cataldi poteva darci qualcosa in più. Nuno non ha fatto la sua miglior partita, Zac ha preso una botta e zoppicava. Provstgaard ha fatto fatica, soprattutto nella ripresa, in impostazione. Se prendo queste decisioni è perché so di avere giocatori vivi che mi danno la sicurezza di metterli in campo. Vero che in queste tre partite me la sono rischiata, ho fatto partire quasi sempre gli stessi. Ci sta pagare qualcosa".

Su Zaccagni "Zaccagni ha preso una botta. Anzi: gli devo fare i complimenti al nostro capitano, ha avuto un lutto ieri sera, il fratello di sua madre, molto giovane, è venuto a mancare, aveva un brutto male. Oggi non stava bene, era molto legato. Chapeau a lui, si è messo a disposizione e ha dato disponibilità per giocare. Questo fa capire l'ambiente che si è creato. Ha preso una 'vecchietta' in campo, non dovrebbe essere un problema muscolare. Condoglianze a tutta la famiglia, sono vicino alla famiglia".

Cosa sta succedendo? "Io leggo poco, mi sono chiuso dentro Formello dal primo giorno. Quello che ho avvertito dal mio staff è che ci sono persone che si stanno dando la vita. Nel centro sportivo ci sono tanti veri laziali, una famiglia. È gente che esulta, che sta male quando le cose non vanno bene. Quando abbiamo perso col Mantova sembrava un funerale. Feci una riunione con tutti, dicendo che il morto si piange quando si deve piangere, che era successo qualcosa di grave, ma che dovevamo continuare con lo stesso entusiasmo del ritiro. Dal primo giorno la squadra ha lavorato in una maniera incredibile, con grande senso di appartenenza. Sembra che ci conosciamo tutti da anni. Quello che succedeva fuori non lo sapevo, sapevo che non ci potevano applaudire per la sconfitta in Coppa Italia. Io ho solo lavorato con i miei ragazzi, provando a fare qualcosa di diverso, smontando quello che si è fatto l'anno scorso. I primi artefici di tutto quello che sta succedendo sono i giocatori".

Sul rapporto con la Lazio e l'ambiente"Quando vedi quello che hanno fatto i tifosi prima del Milan, poi prima del Parma, contro il Sassuolo... Martedì allo stadio sembrava una festa scudetto, con dodicimila persone presenti. Anche oggi erano in 13mila, stanno aumentando. Per me è qualcosa di incredibile, chi viene allo stadio in questo momento è un eroe. A me piacciono queste cose, vivo per questa roba qua. Vivo la mia vita per avere il formicolio allo stomaco, perché solo allora incido. Ho sempre vissuto così. Sono contento che stiamo dando una gioia a tutti quanti. Ho toccato con mano tre-quattro eventi incredibili, qui c'è grande passione e voglia. Il problema più grande è che sono coerenti, è difficile fargli cambiare idea. Noi dobbiamo solo continuare".

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