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Lazio, Cataldi: “Leiva il mio riferimento, oggi sono un altro giocatore”

Cataldi e Lotito
Dalle critiche al rinnovo di contratto come elemento fondamentale di Maurizio Sarri: le parole di Danilo Cataldi ai canali ufficiali del club

Poco prima della seduta d'allenamento della Lazio, sul campo di Formello, Danilo Cataldi ha concesso un'intervista ai canali radio ufficiali del club. Il centrocampista biancoceleste, che ha firmato il rinnovo con la squadra biancoceleste, ha ripercorso la sua carriera, analizzando la sua crescita nel corso degli anni. Queste le parole del centrocampista biancoceleste.

I primi anni alla Lazio sono arrivate tante critiche. Come ti sei sentito?

"Non mi andava giù, volevo far togliere il dubbio su queste errate percezioni per poi eventualmente andare via in modo pulito e per fortuna le cose sono andate per il meglio".

Sulla sua crescita negli anni.

"Sono diventato un altro giocatore, e ho potuto lavorare con degli allenatori che mi hanno aiutato a cambiare la mentalità. Poi giocare determinate partite come il derby di danno delle motivazioni in più. E' l'opportunità di stare sul campo che ti fa crescere".

Sul ruolo di play, già sperimentato con Pioli.

"Il secondo anno di Pioli è stato un mio rimpianto: non sono riuscito a fare il massimo come l'anno prima, il primo anno. E' un peccato. Mi ricordo che con lui ne parlavamo in ritiro e lui essendo uno che cambia modulo spesso ho sperimentato. A volte giocando con Marco (Parolo ndr) in automatico dovevo fare un po' il regista. Ora con Sarri quel ruolo è diventato più mio, perché è un anno e mezzo che gioco lì ed è normale che si cresce".

C'è qualcuno che ti ha 'insegnato il mestiere'? Chi sono i tuoi modelli?

"Ho avuto persone fantastiche. C'era Biglia, Ledesma con cui ancora sono in contatto. Poi è arrivato Lucas Leiva... Ho conosciuto molti esperti in quel ruolo e tutti con caratteristiche diverse. Chi mi ha aiutato di più è Lucas Leiva, ho una stima enorme di lui e mi ha fatto crescere. Nelle piccole cose che faceva sul campo vedevi la grandezza. Lui è il mio punto di riferimento".

Che partita è stata quella contro il Torino?

"L'ho vista dallo stadio: è stata una partita 'no' per il risultato, ma l'ha decisa un episodio. Sappiamo che è sempre complicato giocare contro di loro ma la squadra c'è. Ma dobbiamo andare avanti, siamo nel finale di stagione e dobbiamo dare tutto adesso".

Hai superato le 200 presenze con la Lazio. Radu deve avere paura per il record?

"No (ride ndr), Radu non deve temere. Lo spero, ma per quello che lui ha dato per questa maglia spero che il record rimanga il suo. Stefan è stata spesso la mia ancora, anche quando ero fuori è stato il mio traino per tutto".