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Lazio, la difesa è in crescita ma sulle palle inattive bisogna migliorare

Lazio-Napoli
La difesa biancoceleste è in evidente crescita, questo sarebbe impossibile da negare. L'attenzione sui calci piazzati va ancora migliorata

redazionecittaceleste

La Lazio prende due gol dal Napoli ma, paradossalmente, continua a mettere dei mattoni sul muro difensivo che sta alzando. Perché se Provedel è autore di una partita magistrale che ha reso il passivo minimo, Patric e Romagnoli non sono stati autori di evidenti errori come poteva esserlo quello che è valso il pareggio della Sampdoria. I due sono in crescita continua; uno, Romagnoli, parla e si muove da leader l'altro gioca concentrato senza più preoccuparsi di scaraventare in tribuna una palla difficile da gestire. Cinque gol in cinque partite posso, ovviamente sembrare tanti, ma se si va ad analizzare il computo dei gol subiti lo scorso anno solo in campionato (58) la fase di crescita è evidente. C'è comunque ancora molto da lavorare e da migliorare, specialmente sulla difesa dei calci piazzati.

Provedel prova a salvare il gol di Kim

Palle inattive

Come detto Patric e Romagnoli non sfigurano contro Osimhen e Kvaratskhelia ma emergono i vecchi difetti. Quello di Kim è l'ennesimo gol subito quest'anno da un calcio piazzato. Il terzo gol su cinque incassati, poco importa se la battuta dell'angolo andava interrotta. La Lazio soffre, tanto, le palle inattive e non è assolutamente in grado di sfruttarle. I calci d'angolo a favore della Lazio sono diventati quasi un vantaggio per gli avversari. La difesa a zona in queste situazioni è ben lontana da trovare la sua quadra. Nonostante Kim si appoggi a due mani sulla schiena del Mago è intelligente a cercarsi, per lo stacco, il giocatore con le caratteristiche più diverse dalle sue.

Equilibrio

Non è colpa di Luis Alberto, ma in un centrocampo votato all'equilibrio fa di certo più fatica. Per questo ci si aspettava Vecino dal primo minuto come accaduto con l'Inter e il numero dieci a partita in corsa per provare a spaccare o, calcisticamente parlando, uccidere la partita. Sarri sa che Basic, Vecino e appunto Luis Alberto sono tre centrocampisti dalle caratteristiche differenti ma tutte di un'assoluta utilità. Ritorna Sarri due passi indietro dopo averne fatto uno in avanti per rifare quelle valutazioni fatte fino alla sfida con la Sampdoria.