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Lazio, Felipe Anderson si è (di nuovo) incupito. Zaccagni scalpita

redazionecittaceleste

Felipe Anderson in calo di rendimento, Sarri può cambiare qualcosa

L'avvicinamento del Natale ci fa sovvenire la metafora che Marco Parolo, a DAZN, utilizzò per descrivere Felipe Anderson: è come un albero di Natale, si accende e si spegne. Ma quando si accende... Quando si accende, già. Purtroppo, però, questo avviene a fasi alterne, troppo alterne. "È sempre stato il suo problema questo - ha detto Sarri nel post partita di Napoli - dobbiamo lavorare". Dopo 15 giornate, ahi noi, dobbiamo constatare che le cose non sono cambiate poi molto rispetto al Felipe Anderson 1.0, quello dell'era Inzaghi. Il brasiliano, oltre che di incostanza in termini di rendimento, ha spesso sofferto di incupimenti di stato d'animo, troppo fragile nel cadere nel turbinio delle sue stesse prestazioni negative. La negatività genera negatività, questo è risaputo. L'espressione cupa in volto con la quale è uscito dal campo del Maradona, quando Sarri lo ha richiamato in panchina, è l'emblema del discorso. Scuro, cupo, grigio, proprio lui dal quale ci si aspettano colori e allegria in sala verdeoro.

Il rendimento fin qui accumulato dice: 14 presenze, 3 gol, 3 assist. Più la rete segnata, nelle tre presenze collezionate, in Europa League. Ma i dati non bastano a spiegare il rendimento, la verità è che da almeno 5 partite a questa parte Felipe Anderson ha smesso di cercare le giocate, di saltare l'uomo, di creare occasioni potenzialmente pericolose. Sarri vuole di più, molto di più. Bisogna scuoterlo onde evitare di perderlo mentalmente, come la sua storia insegna.

Zaccagni freme

Un turno di riposo contro l'Udinese potrebbe aiutarlo a ricaricare le pile. Anche perché in panchina c'è un fremente Mattia Zaccagni. L'ex Verona, finalmente recuperato fisicamente, sta lentamente sgomitando nelle gerarchie di Sarri. A Mosca ha giocato abbastanza bene, a Napoli è entrato in un clima di disperazione ma ha provato a giocare la palla. Giovedì sera potrebbe giungere la sua grande chance, finalmente.