Numeri sempre da protagonista per il brasiliano nei derby: è l'arma in più di Sarri. E il rinnovo resta sempre una priorità in casa Lazio
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La Lazio si presenta acciaccata ma in fiducia al primo derby stagionale, dopo la vittoria contro il Feyenoord in Europa che ha rilanciato l'entusiasmo dei biancocelesti. Nel 4-3-3 di Sarri l'apporto degli esterni d'attacco è fondamentale e con Zaccagni vicino al forfait le attenzioni si spostano su Felipe Anderson. Il brasiliano giocherà il suo 14° derby con l'aquila sul petto, pronto a riprendersi la scena nel confronto stracittadino. Nelle ultime 4 partite ha lasciato il segno con 2 gol e 2 assist, decidendo entrambi i derby della passata stagione, prima con la zampata vincente dopo l'errore di Ibanez, poi servendo l'assist a Zaccagni nella sfida di ritorno.
Tornerà a giocare da ala destra del tridente, dopo che negli ultimi due confronti - a causa degli infortuni di Immobile - Sarri lo schierò da falso nueve. Il brasiliano ci sarà, a Sarri chiedetegli tutto meno che di rinunciare al proprio numero 7. “Felipe lo amo lo faccio giocare a prescindere dalle vostre considerazioni. È il giocatore più forte potenzialmente di questa squadra” - le parole del tecnico al termine di Lazio-Fiorentina. Lo ama Sarri e ha un rapporto privilegiato nei suoi confronti anche Lotito, che lo considera un figlioccio a tutti gli effetti. Il patron ora è chiamato a blindarlo nella Capitale, lo impone il contratto del brasiliano in scadenza il prossimo giugno. E chiamato a rispettare la promessa di mettere sul piatto circa 3 milioni di euro, l'ingaggio che Pipe guadagnava al West Ham e che aveva scelto di ridursi per riabbracciare i colori biancocelesti.
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