Intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club biancoceleste, Davide Frattesi si è presentato ai tifosi dopo il suo ritorno alla Lazio
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Intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club biancoceleste, Davide Frattesi si è presentato in un'intervista dopo il suo ritorno alla Lazio. Queste le sue parole:
Come hai vissuto questa giornata thrilling? "Un'Odissea! In giornate del genere l'attesa aumenta il desiderio. Anche se è stato stancante, ma ne è valsa la pena".
Sei tornato a casa? "Beh, sì. Decisamente. Quando sono arrivato ho riconosciuto tutte le strade che facevo da piccolo, quando mi allenavo alla Giustiniana. Torno con un'altra maturità. A 26 anni è arrivato il momento di prendermi delle responsabilità importanti".
Ti serviva tornare a sentirti amato? "Sì. Anche all'Inter avevo questo rapporto con i tifosi. Siamo sempre andati d'accordo, con alti e bassi, ma d'accordo. Questo coinvolgimento in prima persona con i tifosi mi ha fatto piacere. Mi dovevo risentire al centro del progetto".
Da quanto sapevi che saresti tornato? "A gennaio eravamo stati abbastanza vicini, poi per una serie di cose non si è chiusa. Quest'anno mi è stato detto due giorni fa, quindi ho avuto solo il tempo di dire 'sì' e di mettere a posto le carte. Non ho avuto grandi dubbi".
Sulla foto con Klose del 26 maggio 2013 "Questa è la Coppa Italia. Facevo il raccattapalle. Qua ho tanti ragazzi che ancora sento e con cui giocavo insieme. Emanuele, Alessio Miceli che ha esordito in squadra. Li sento ancora e mi hanno massacrato tra chiamate e messaggi in questi giorni".
Senti addosso l'essere laziale? "Sì. Papà è laziale da una vita e prima di fare il raccattapalle mi portava allo stadio a vedere la Lazio".
È il momento giusto per rimettersi in gioco? "Penso di sì. Questo è un momento dove ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già individuato questo come luogo dove poterlo fare. Anche la società e il mister la pensano così, quindi è perfetto".
La mente è la tua più grande forza? "Sì. Ho avuto un momento difficile quando è morta mia nonna. Ma, fondamentalmente, la mentalità è la caratteristica dove mi sento più forte".
La maglia numero 16 ha un valore speciale? "Mi porta bene. La indosso da sette o otto anni e mi porta fortuna. Anche perché ad Ascoli avevo preso il 30 e ho fatto 0 gol, quindi bisognava cambiare".
E ritrovi Gattuso... "Sì, ritrovo Rino. Ho sentito più lui in questi giorni che Eleonora, la mia fidanzata. L'ho avuto già in Nazionale, poi è andata com'è andata. Sono successi degli episodi un po' particolari. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so come ragiona, so che persona è. Quando l'ho visto oggi l'ho abbracciato".
Frattesi, Rovella, Taylor: ci siamo immaginati un grande centrocampo. Cosa può fare questo terzetto? "Vedevo le partite lo scorso anno. Sono giocatori forti. Poi ho parlato con Rove prima di arrivare. Questo è un bel centrocampo, ma va dimostrato in campo. Ne riparliamo tra qualche giornata".
La Lazio può riportarti in Nazionale? "Sì. Ho sentito anche Mancini. Mi ha detto che l'importante era che giocassi. Anche lui è stato fondamentale nella scelta".
Cosa diciamo ai tifosi? "Richiedimelo tra qualche giornata..."
Hai un debito con il destino? "Forse è lui che lo ha con me, ma spiegherò più avanti".
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