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Lazio, Giordano: “Lotito al punto di non ritorno, situazione catastrofica”
Lunga intervista sul Tempo per Bruno Giordano. L’ex calciatore biancoceleste ha commentato le ultime situazioni in casa Lazio. Di seguito le sue parole.
Ad agosto si sarebbe mai immaginato di dover raccontare questa situazione?
“Penso che nessuno si sarebbe immaginato uno scenario del genere, la situazione è catastrofica. Ma non soltanto per quello che stiamo vedendo, ma anche per quello che è l'ambiente intorno alla Lazio. Anche oggi a Roma la gente mi ha fermato per strada, nessuno si aspettava una cosa simile. Sono tutti esterrefatti, siamo sulla bocca di tutti ma in modo negativo”.
Come se ne esce?
“Ormai ci siamo dentro e bisogna fare di necessità virtù. Però attenzione, non è una questione di classifica. Due o tre punti in più non cambierebbero la valutazione di quella che è oggi la Lazio. Qui la classifica non c’entra niente, è una questione di rapporti. La società ormai è indifendibile. Anche i più convinti difensori di Lotito non hanno più armi per poter avevamo ragione noi. Si è giunti al punto di non ritorno”.
Qual è la cosa che l'ha colpita di più di questa gestione?
“Quello che è successo negli ultimi 7 mesi non si è mai visto neanche nei campi di provincia. È successo di tutto. Forse la cosa peggiore è stata quando Lotito ha alzato la voce per sottolineare che ‘qui comanda lui’. Nessuno lo mette in dubbio, però la Lazio non è una casa, non è un posto chiuso. C'è il lato affettivo, della tifoseria. Qui c'è gente che vive di Lazio da 80 anni e chi sta iniziando a innamorarsi della Lazio. Non si gioca con i sentimenti dei tifosi, questo non è ammissibile”.
Prima ha parlato di punto di non ritorno…
“Ma per forza. Anche altri anni c'erano state delle contestazioni, ma adesso è scontro totale, ormai c'è tutto e il contrario di tutto. Non è singola vicenda. Possiamo parlare di quello che è successo con Romagnoli, ma non è un episodio isolato, Vi ricordate il comunicato di dicembre in cui si prometteva che la rosa sarebbe stata rinforzata? Ecco, poi apre il mercato di gennaio e vengono venduti prima Castellanos e poi Guendouzi, che per Sarri era insostituibile. Così si calpesta l’amore dei tifosi per la Lazio”.
Qual è il suo pensiero sulla protesta di venerdì sera? È giusto lasciare vuoto lo stadio?
“Non so se sia la scelta giusta, ognuno è libero di fare le sue scelte, spero soltanto che quest’anno con il campionato chiuso i calciatori non si prendano alibi. Lo stesso può valere anche per l’allenatore. Invece di tutti questi botta e risposta pubblici, avrei preferito un confronto nelle stanze di Formello. Così invece si sta allungando il brodo, è un gioco di nervi. Il primo che molla fa il gioco dell’altro”.
Che futuro vedere per la Lazio nella prossima stagione?
“Onestamente faccio fatica anche a immaginarlo. Non so chi rimarrà e chi andrà via. Io ho sempre detto che dal punto di vista dei risultati questi calciatori avrebbero dovuto far di più. L'organico è la stesso che lo scorso anno ha fatto 65 punti ed è arrivato ai quarti di Europa League. Spero solo che la squadra ahbia capito di doversi mettere alle spalle il chiacchiericcio e non trovare alibi”.
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