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Lazio, regina dei passaggi: il dato che incorona i biancocelesti

Luis Alberto

Nessuna squadra in Serie A riesce a tenere il passo della Lazio per quanto riguarda i passaggi andati a buon fine

redazionecittaceleste

In seguito alle titubanze iniziali, adesso la Lazio sta realmente dimostrando che la strada intrapresa è quella giusta. Il sarrismo può arrivare, parlano i dati. La statistica che più delle altre afferma che il cambiamento sta avvenendo è quelle inerente ai passaggi realizzati. In Serie A, infatti, non c'è nessun altra squadra in grado di far girare il pallone in maniera efficace quanto i biancocelesti. Con 6727 passaggi riusciti, è la compagine più antica della Capitale ad occupare la vetta più alta di questa speciale classifica. L'unica rivale in grado di mantenere il passo è il Napoli capolista. Mentre per quanto riguarda le altre big del campionato, non c'è paragone.

 Luis Alberto

Lazio al primo posto

Dopo i biancocelesti e i partenopei per trovare un altro grande club all'interno di questa graduatoria bisogna scendere giù fino alla sesta posizione. Piazzamento occupato dai nerazzurri campioni d'Italia in carica. Meneghini inseguiti da Roma, al settimo posto, e dai loro rivali rossoneri, piazzati invece in ottava posizione. Peggio di tutte la Juventus che è al nono posto. Decisamente meglio l'Atalanta che conferma il suo straordinario periodo di forma piazzandosi al terzo posto. Sul gradino più basso del podio, alle spalle di Lazio e Napoli, c'è proprio la Dea.

Gli interpreti

Sicuramente ad agevolare il lavoro di Maurizio Sarri ci ha pensato una rosa all'altezza dei suoi standard. Un tridente d'attacco come quello composto da Ciro Immobile, Pedro e Felipe Anderson non si trova tutti i giorni. Per non parlare di Luis Alberto, dapprima finito ai margini ed ora di nuovo al centro del progetto. Così come Danilo Cataldi. Il prodotto del vivaio biancoceleste sta toccando il picco più alto della sua carriera grazie proprio ai nuovi dettami tattici imposti dal mister. Con grande sorpresa, il classe 1994 è riuscito a togliere il posto da titolare ad un mostro sacro come Lucas Leiva.