Le dichiarazioni dell'ex allenatore, intervistato da La Gazzetta dello Sport, in vista della finalissima tra biancocelesti e nerazzurri

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Fabio Capello, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del successo della Lazio nella semifinale di Coppa Italia e della finale dell'Olimpico contro l'Inter. Di seguito le sue dichiarazioni: "L’Inter è tornata a essere l’Inter, soprattutto perché i suoi giocatori più importanti sono tornati a fare ciò che ci si aspettava da loro".

Fabio Capello

Si riferisce a qualche calciatore nerazzurro in particolare?"Da sempre la mia idea è che nel calcio si vinca con il centrocampo e nella semifinale di ritorno a San Siro quel reparto ha fatto vedere il suo valore, da Barella a Calhanoglu – non ne parliamo nemmeno – e pure Sucic, che è entrato con spirito e voglia. È stata davvero un’Inter di livello, che ha giocato con esperienza. Ho visto anche un Como bello e con qualità come ha giustamente affermato Fabregas, però mi è sembrata una squadra quasi inesperta contro un’avversaria esperta: questione di età".

Vincendo la Coppa Italia, Cristian Chivu conquisterebbe un “double” alla sua stagione d’esordio in nerazzurro: quanto è stimolante questo obiettivo?"Lo scudetto è già in tasca e quindi ora i nerazzurri giocano con serenità e senza pesi sulle spalle. E in finale affronteranno una squadra meno fastidiosa rispetto al Como, proprio per il tipo di gioco che Fabregas propone tra qualità e possesso palla".

Chivu avrà anche la possibilità di dosare le energie in vista della finale..."Da questo punto di vista manca ancora tanto tempo e c’è ancora da conquistare lo scudetto aritmeticamente. Ecco, l’unico pericolo vero è che l’attesa sia troppo lunga e che per qualcuno magari i pensieri vadano su altre cose, nel frattempo: il Mondiale".

Il 13 maggio la Lazio si giocherà invece una stagione intera in partita secca, con tanto di qualificazione in Europa League: quanto cambia questa ricca posta in palio?"Questo in effetti è il punto principale. La Lazio non ha una rosa profondissima e se per caso le mancasse qualche titolare, il livello complessivo si abbasserebbe. Sul piano ambientale, invece, potrebbe crearsi un fattore potenzialmente determinante: la finale sarà un’occasione bellissima, unica, e la Lazio avrà secondo me un grande vantaggio nei tifosi che saranno orgogliosamente presenti. Così, i calciatori avranno quindi una spinta in più per riportare il club a vincere dopo diversi anni dall’ultima volta (l’ultimo trofeo conquistato dai biancocelesti è la Supercoppa Italiana del 2020, ndr)".

Quest’occasione unica sarà più fonte di stimoli o più di pressione?"È una valutazione molto difficile e dipende dai calciatori: ci sono quelli che si esaltano sapendo che si giocano un trofeo e altri che invece non riescono a giocare con la stessa facilità delle altre partite. Per la Lazio potrebbe essere l’euforia a far esprimere i calciatori di Sarri nel miglior modo possibile".

Ieri che segnali ha notato nell’infinita semifinale di ritorno contro l’Atalanta?"La squadra di Maurizio Sarri ha dimostrato di difendersi bene affidandosi al contropiede con molta umiltà, mentre l’Atalanta è stata la solita Dea giocando “uomo contro uomo” anche se ha commesso un errore decisivo sul gol della Lazio. Ecco, da questo punto di vista i biancocelesti mi sono sembrati complessivamente più attenti nei 120 minuti di partita".

Aver vinto un’estenuante semifinale ai calci di rigore può dare uno slancio di entusiasmo verso la finale?"Ai tifosi senza dubbio, ma ovviamente la finale sarà una partita diversa con pochi spazi e cercherà di partire in contropiede come fatto a Bergamo. Sarà una partita che l’Inter cercherà di dominare nel gioco facendo appunto attenzione alla velocità avversaria. Anche perché la squadra di Sarri sta dimostrando un’ottima condizione fisica e se arriverà al 13 maggio in questa forma avrà più possibilità di sovvertire i pronostici".

Con quale asso nella manica?"Il tridente, dove la Lazio ha calciatori veloci sia sulle fasce che nella posizione di centravanti".

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