L'ex centravanti della Lazio Tommaso Rocchi, in un'intervista a Gazzetta Regionale, ha parlato dell'approdo in biancoceleste
L’ex attaccante della Lazio Tommaso Rocchi, oggi allenatore della Primavera del Guidonia, ha concesso un’intervista a Gazzetta Regionale, durante la quale ha raccontato come arrivò a giocare per la prima squadra della Capitale. Di seguito le sue parole.
“Non c’è stata una vera e propria telefonata. Io ero all’Empoli, dove con Di Natale eravamo i giocatori più importanti e avevamo fatto bene in quegli anni. Eravamo d’accordo con la società che avremmo meritato l’opportunità di andare in una squadra più alta per livello e importanza.
Solo che l’Empoli voleva monetizzare un po’, non voleva darci in prestito, quindi c’era bisogno di trovare delle squadre che acquistassero il cartellino. Quindi abbiamo detto di iniziare la stagione in ritiro con i toscani e poi entro la fine del mercato avremmo trovato squadra.
Abbiamo aspettato fino all’ultimo giorno di mercato, in attesa, perché poi quando ci sono gli scambi tutto nasce da un momento all’altro. E lì poi c’è stata la chiamata della Lazio, tramite il procuratore che era lì insieme a me. C’era la Lazio, con il presidente che aveva appena preso 4-5 giocatori e all’ultimo giorno ci sono entrato dentro anch’io
Ho firmato velocemente e tempo di rientrare da Milano a Venezia, il giorno dopo sono arrivato a Formello. Chiaramente è stata una grande soddisfazione, il centro sportivo è un ambiente bello, importante. Chiaramente ho trovato delle situazioni diverse rispetto all’Empoli.
Delle prospettive, dei progetti, i campi, il centro sportivo, l’organizzazione. Giocare poi all’Olimpico, il mio stadio. Magari giocare in Serie C, in Serie B e poi trovarti a giocare la tua partita in casa all’Olimpico è una crescita importante. Il rapporto con lo stadio, con la gente, era diverso giocare con 5-10 mila, o giocare con 40-50mila."
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