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Urlava ancora ieri, Lotito, a Formello. È furioso con Romagnoli, reo di non aver accettato di rinunciare alle ultime tre mensilità di stipendio per trasferirsi all'Al-Sadd. Il presidente biancoceleste chiedeva all'ex Milan questo sacrificio per permettere ai qatarioti di arrivare a 10 milioni di euro di offerta per il cartellino. Lo stesso atteggiamento portato avanti anche con Milinkovic-Savic e Luis Alberto, ma non può essere una pretesa giustificato: anche perché Romagnoli aveva tutto il diritto di rivendicare quei soldi, frutto del suo lavoro e della sua professionalità.
Ma ha rifiutato, forse per principio o forse proprio per quelle promesse mancate in passato. Nessun vincitore, nessun vinto: di mezzo c'è la Lazio. Ora Lotito, che aveva giurato a Romagnoli di liberarlo dopo la gara di Lecce, medita anche di prendere provvedimenti. Metterlo fuori rosa, però, sarebbe un ulteriore autogol. Anche lo stesso Fabiani sta cercando di smorzare quanto accaduto. E Sarri, dal canto suo, aveva rimandato tutto proprio al palco dirigenziale biancoceleste. "Compete alla società", aveva risposto proprio a Romagnoli in sede privata dopo che il classe 1995 aveva affrontato di petto Mau per risolvere questo stallo.
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