Lo spagnolo ancora tra gli assenti ingiustificati nella prova contro l'Atalanta: dal rinnovo con i mal di pancia al calo in picchiata del Mago

Barraco - Lazio Primavera

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Subito una grande giocata per iniziare la partita: una palla a tagliare la difesa alle spalle di Holm sciupata in un nulla di fatto da Felipe Anderson, poi poco altro. A Bergamo Luis Alberto si conferma ancora grande assente ingiustificato. L'involuzione rispetto all'inizio di stagione è evidente e non si lega più neanche ai problemi fisici, che come dichiarato dallo stesso calciatore sono ormai alle spalle. Sto tornando al 100%, mi sentivo bene, spero di tornare ad aiutare la squadra con gol e assist” – il suo augurio al termine della sfida contro il Napoli. Ma chi contro l'Atalanta si aspettava una reazione è finito per rassegnarsi. Si è spenta la luce e il Mago sembra il lontano parente del leader tecnico che guidava la Lazio nei primi mesi stagionali.

Luis Alberto

Prestazioni che avevano portato la società a conferirgli l'investitura del nuovo Milinkovic, sia in termini di leadership che economici, dopo il rinnovo firmato a ottobre da 4 milioni a stagione "conquistato" in estate con i mal di pancia e un ammutinamento. Per una società che ha l'obiettivo di rivoluzione e di soverchiare le gerarchie è lecito chiedersi se sia stata una scelta giusta. All'effetto domino nello spogliatoio (in tanti attendono il meritato adeguamento contrattuale) sono seguite prestazioni non all'altezza delle aspettative. E a questo punto è lecito anche chiedersi, con questa versione di Luis Alberto, se Kamada si meriti la quinta esclusione consecutiva.

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