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Lazio, M. Maestrelli: “Sarri e Mourinho come mio padre e Herrera”

Sarri e Mourinho

Le parole del figlio dello storico allenatore del primo Scudetto biancoceleste nel novantanovesimo anniversario della nascita di Tommaso

redazionecittaceleste

Nella novantanovesima ricorrenza dalla nascita dello storico allenatore del primo ScudettoTommaso Maestrelli, è intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club il figlio Massimo. Non solo gli anni del successo del padre sulla panchina della Lazio, ma anche un parere sulla squadra odierna gli argomenti trattati. Questo un estratto delle sue parole: “Quelli in cui mio padre allenò la Lazio erano anni particolari. C’era grande fermento politico e sociale. I ragazzi credevano sia nella politica che nello sport, mentre oggi siamo sopraffatti dai social. All’epoca si viveva ogni giorno con la massima intensità. Mi è capitato di passare a Tor di Quinto e vedere gli allenamenti della Lazio Women. Per me è stato come tornare indietro nel tempo”.

 Maestrelli

Su Sarri

La principale caratteristica di Sarri è sicuramente il suo carisma: penso sia l’aspetto fondamentale. Non si riesce ad arrivare dalla prima categoria al tetto dell’Europa League senza carisma. Non sono sufficienti tutte le qualità tecniche e umane. Penso che siano in molti a provare a diventare allenatori, ma una carriera come la sua dubito l’abbiano avuta tanti altri. Ho sempre seguito il suo percorso e ho avuto il piacere di conoscerlo e di cenare con lui. Inizialmente anche al Chelsea lo contestarono, ma alla fine vinse lui. Serve tempo, non si può nemmeno giudicare una partita come quella di domenica, fin troppo brutta. Secondo me siamo ancora a una fase iniziale, diciamo al 20%. Serviranno tempo e pazienza ma i risultati arriveranno”.

L’ambiente

Il derby è sempre una gara importantissima. Vedere la gente impazzita allo stadio dopo oltre un anno e mezzo di Covid è stato qualcosa di meraviglioso. E non è detto che tutti gli allenatori riescano a vincerlo all’esordio. Il dualismo tra Sarri e Mourinho può essere paragonato a quello tra mio padre ed Herrera, anche pensando allo spessore delle persone. Sono curioso di scoprire come la Lazio accoglierà Inzaghi a Roma, io penso che sia doveroso essere grati per tutto quello che ha fatto con la squadra. Poi sicuramente poteva scegliere un modo diverso per andare via. Ma le scelte vengono fatte ogni giorno e ognuno si deve prendere le proprie responsabilità”.