L'avvocato Maximilian Mairov ha parlato a Radiosei della quotazione al Nasdaq della Lazio e dell'azionariato popolare
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Intervenuto ai microfoni di Radiosei, l’avvocato Maximilian Mairov ha parlato della quotazione al Nasdaq della Lazio. Di seguito le sue parole: "Per una lunga serie di ragioni mi sembra molto complicato. A New York ci sono altri mercati azionari. La società capitolina, al momento, fattura 70 milioni di euro: c’è solo una società - che si occupa di terapia genetica sui tumori - con un fatturato simile presente lì.
La capitalizzazione media al Nasdaq fa 114 miliardi di dollari, ma ci sono alcune eccezioni. I biancocelesti sono già quotati in borsa, la doppia quotazione è estremamente complicata. Solo due società italiane sono quotate a Milano e Nasdaq: Stellantis e Ferrari. Ma Stellantis, ha 54 miliardi di fatturato, con 20 di patrimonio netto.
C’è solo il quotato negli Usa. Ci si può arrivare. ma deve esserci sia un interesse del mercato, sia una ristrutturazione societaria. Il processo di quotazione non cambia molto. Si va con un’offerta pubblica, la banca dì affari pensa al collocamento e poi si lancia la quotazione. Ci deve essere un’attrattiva, ovviamente.
Non so se la Lazio possa avere questo tipo di attrattiva. Quali sono i tempi di un ritorno economico per una società quotata al Nasdaq? Faccio fatica a rispondere. Tre miliardi di capitalizzazione tra Flaminio e Nasdaq come ha detto Lotito? Con la capitalizzazione attuale della Lazio e con il brand della Lazio mi pare molto difficile. Il ritorno di investimenti, come quello sul Flaminio, richiede almeno cinque anni di tempo.
Azionariato popolare? In Italia c'è molta ignoranza sul tema. In Spagna ci sono solo quattro società, ma sono definite società sportive anonime dove il singolo non detiene azioni. In Germania poi è ancora diverso. La vecchia società padronale non c’è più, sono entrati fondi a gestire club storici come Inter e Milan."
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