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Gigi Martini, ex campione d'Italia con la Lazio nel 1974, è stato intervistato da Il Tempo ed ha parlato della situazione attuale in casa biancoceleste. Di seguito le sue dichiarazioni:
Dal suo punto di vista, come giudica la situazione in casa casa Lazio?
"Drammatica".
Una sola parola. Ma crede che si tratti di un punto di non ritorno?
"Sicuramente siamo arrivati al punto di non ritorno. Il motivo è semplice: il calcio è uno spettacolo che ha bisogno di tutti gli attori, ma non si può fare con un teatro vuoto. I tifosi sono i principali attori, senza di loro, non recita nessuno".
Arriviamo subito al punto, il rapporto tra i tifosi e la società...
"Passatemi il paragone: è come quando un uomo viene lasciato dalla propria moglie. È possibile anche che faccia qualche gesto fuori luogo, eclatante, scomposto. Ma io lo capisco e capisco i tifosi che in questo momento si sentono traditi".
Come si risolve risolve questa situazione?
"Non si può risolvere. Io capisco anche Lotito e in passato ho giustificato il suo operato, ero dalla sua parte. Gli ho riconosciuto i meriti oltre al demeriti, ha portato la Lazio a un determinato livello di competitività, ma quando le cose finiscono è inutile trascinarsi. Anche perché questo strappo con l'ambiente è insanabile. I tifosi ormai ce li siamo giocati, ormai non li recuperi più. Bisogna pensare a qualcosa di diverso, altrimenti diventa pericoloso".
Lo scenario che dipinge è a dir poco preoccupante. Ma immagina una situazione tipo quella che si è venuta a creare a Firenze?
"Dal mio punto di vista la situazione è molto più grave di quella della Fiorentina. La mia impressione è che neanche se Lotito comprasse i 10 migliori calciatori in circolazione potrebbe sistemare le cose. Ormai c'è un antagonismo troppo accentuato tra tifosi e proprietà".
Ha la sensazione che anche Sarri si sia rassegnato?
"Per forza di cose. Questa per un allenatore è la situazione peggiore possibile, perché si trova tra l'incudine e il martello. A me piace Sarri, ha sempre dimostrato di avere un grande sentimento nei confronti della Lazio e per la Lazio, addirittura più volte ha citato Maestrelli. Lui secondo me sperava di venire in un ambiente in cui poter far crescere la squadra, ma si sta rendendo conto che questo non è possibile".
Quanto le dispiace vedere una bandiera come Romagnoli essere costretto ad andare via dalla Lazio?
"Il calciatore è molto attento, molto sensibile a quello che è il suo futuro. Sanno bene che la carriera può finire da un momento all'altro. È normale che Romagnoli cerchi la situazione migliore per sé e una società che sia in grado di valorizzarlo. Insomma, sarebbe il caso di pensare a una soluzione. Io capisco che servono tanti soldi, che servono investimenti, ma bisogna cambiare atteggiamento. Anche se ormai è troppo tardi, andava cambiato prima".
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