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Lazio, Marusic: “Il gol al Verona mi fece felice, lo ricordo benissimo”

redazionecittaceleste

Adam Marusic domani affronterà un avversario speciale. L'Hellas Verona infatti fu la prima vittima del montenegrino in maglia biancoceleste

Al suo lavoro forse si da sempre poco peso. Adam Marusic è della Lazio una pedina imprescindibile. Se Lazzari ora è un punto fermo della difesa di Lazzari, Marusic non può essere da meno se non addirittura di più. Perché, a differenza del terzino italiano, al ruolo ci si è adattato subito, in silenzio e grazie solamente al duro lavoro. Sarri lo apprezza e loda spesso le gesta del terzino montenegrino. Domani, la sfida con il Verona avrà un sapore particolare per il numero 77 biancoceleste. Il 24 settembre 2017 infatti, nella vittoriosa trasferta del "Bentegodi" dopo la doppietta del solito Immobile, fu proprio Marusic a chiudere definitivamente il match fissando il 3-0 finale con il suo primo gol in maglia biancoceleste. 

Verona

Di gol Marusic ne ha segnati altri nove in biancoceleste ma ovviamente quella marcatura ha un posto speciale nel cuore del montenegrino. Lo ricorda perfettamente Marusic che nel match program pre Lazio-Verona lo racconta così:

"Ricordo perfettamente quel giorno, sono passati già 5 anni. Dominammo e vincemmo 3-0, fu tutto perfetto, una giornata speciale".

Oltre alla partita, perfetta come raccontato dallo stesso Marusic c'è spazio anche per una domanda più specifica:

Ricordi nel dettaglio anche il gol?

"Sì, fu bravo Immobile a servirmi dopo aver visto lo spazio libero nella loro area. Arrivai in corsa, tirai di prima senza pensarci troppo e andò bene. A fine partita ero contentissimo, sia per il gol che per la nostra vittoria".

Un ricordo dunque speciale e indelebile per Marusic che, sebbene in maniera più moderata rispetto a Lazzari, ama proporsi in fase offensiva. Andrà dunque alla ricerca del suo primo gol stagionale. Marusic con il tempo e il duro lavoro si è conquistato anche i tifosi, che apprezzano sempre il sacrifico del ragazzo in campo per la maglia bagnata sempre di sudore e, in occasione della sfida con il Napoli, anche di sangue.