cittaceleste news Lazio-Milan, Capello: “La squadra di Sarri gioca con umiltà e può colpire in ripartenza”

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Lazio-Milan, Capello: “La squadra di Sarri gioca con umiltà e può colpire in ripartenza”

Edoardo Benedetti Redattore 
Le dichiarazioni dell'ex tecnico, intervistato da La Gazzetta dello Sport, in merito alla gara di questa sera tra biancocelesti e rossoneri

Fabio Capello, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato della sfida di questa sera tra Lazio e Milan. Di seguito le sue dichiarazioni: "Il pareggio dell’Inter con l’Atalanta avrà portato allegria a Milanello, ma la trasferta di Roma non è affatto da prendere sotto gamba. E a volte, quando sei gasato e vuoi fare troppo, esageri e poi finisce male".

In questo senso, avere un allenatore navigato come Massimiliano Allegri può essere una garanzia?

"Aiuta di sicuro. Max è bravo a capire i momenti e ha molta esperienza. In più, è sempre equilibrato nelle dichiarazioni. Anche ieri in conferenza ha giustamente tenuto un profilo basso, continuando a insistere sulla Champions e toccando poco l’argomento scudetto: se il Milan dovesse portarsi a -5 poi, non vorrebbe dire automaticamente che il campionato sarebbe riaperto".

Beh, con nove giornate sarebbe uno svantaggio recuperabile, no? Nelle ultime due la distanza sarebbe dimezzata.

"Sognare e sperare è sempre lecito. Però tutto continuerebbe a dipendere dall’Inter, che dovrebbe sbagliare almeno altre due-tre partite. E allo stesso tempo, il Milan non dovrebbe smettere di vincere. Cominciando proprio da stasera a Roma".

Poi parleremo della gara dell’Olimpico. Intanto, è stupito del mezzo passo falso dell’Inter con l’Atalanta?

"Ero a San Siro e ho visto una squadra poco brillante dal punto di vista fisico. Certo, aveva avuto pure le occasioni per chiudere la partita quando era sull’1-0, ma anche l’Atalanta aveva sprecato la chance del pari, prima di segnare poi con Krstovic. Se devo dirla tutta, la mia impressione è che Chivu sia un po’ in confusione".

Cosa non le è piaciuto?

"I cambi non mi hanno convinto. Perché togliere Esposito che permetteva alla squadra di non schiacciarsi e obbligava la Dea a non alzarsi troppo? Dopo, infatti, l’Atalanta ha preso campo".

Torniamo al Milan: che partita s’immagina contro la Lazio?

"Complicata. La squadra di Sarri di recente sta giocando con grande umiltà e ha pure buoni calciatori per colpire in ripartenza. Al Milan poi mancherà Rabiot…".

Quanto pesa l’assenza del francese?

"Tanto, perché è l’uomo che alza i giri del motore e dà ritmo a tutti gli altri. Senza Rabiot, la squadra spesso è diventata più piatta, quasi monocorde".

Dovrebbe sostituirlo Jashari: la convince?

"Lo conosco ancora troppo poco per dare un giudizio. Se Allegri lo preferirà a Ricci, comunque, avrà le sue ragioni. So solo che il Milan dovrà essere molto ordinato, perché la Lazio può dare del filo da torcere".

Da chi si aspetta di più? Magari Pulisic, che deve ancora trovare il primo gol nel 2026?

"Più da Leao. Pulisic è tornato da poco e sta crescendo. Mentre il portoghese mi sembra abbia perso le sue caratteristiche migliori, cioè l’accelerazione e l’uno contro uno. Forse non sta ancora benissimo, ma nel derby non mi è piaciuto granché e quando ha avuto le occasioni per colpire, è stato insolitamente lento e si è fatto infastidire al momento di concludere a rete".

In compenso, il Milan ha recuperato Estupinan.

"Da come ha parlato dopo il gol nel derby, mi dà proprio la sensazione che Allegri gli sia finalmente entrato in testa. E non è un caso che la rete contro l’Inter sia nata eseguendo alla perfezione un dettame tattico di Max. Un segnale importante. Adesso può essere davvero un elemento utile in più per la volata".

Ah, ma quindi una volata c’è, allora?

"Aspettiamo le prossime tre giornate (ride, ndr.). L’Inter avrà la Fiorentina in trasferta, quindi la Roma in casa e il Como fuori: tre squadre che hanno bisogno di punti e difficili da affrontare. Se Chivu lasciasse altri punti per strada e, al contempo, il Milan dovesse fare bottino pieno…".