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Lazio, Milinkovic: “Ero sotto shock, poi ho capito. Gioco il derby da laziale”

Milinkovic si racconta

Le parole del centrocampista serbo ai microfoni di Tell Me, la trasmissione in onda su Lazio Style Channel

redazionecittaceleste

In assenza dei gol di Immobile, sono le reti di Milinkovic che stanno contribuendo in maniera pesante a tenere la Lazio ancora in corsa per un piazzamento Champions. Il Sergente si è raccontato ai microfoni di Tell me, la trasmissione di Lazio Style Channel. Ecco le parole del numero 21 biancoceleste. "Ho fatto quello che le persone si aspettavano da me, ma c'è ancora tanto da vedere. Mi piace fare felici i tifosi. Mi ricordo tutto del mio arrivo a Roma e della gente all'aeroporto. Non mi aspettavo tutti quei tifosi, ero sotto shock. In Belgio non si segue il calcio come in Italia. Ho iniziato subito con una partita che valeva un trofeo. Ho capito subito cosa si aspettavano gli altri da me".

IL PRIMO GOL - "E' arrivato un po' tardi, speravo di segnare prima. Grazie a quella rete mi sono sentito più libero. Non avevo dato abbastanza alla Laziofino a quel momento. Segnai il giorno del compleanno del club, il 9 gennaio, contro la Fiorentina. Fu un bel regalo. Forse anche per quello l'ho sentito di più".

Milinkovic si racconta

I DERBY - "Segnare nel ritorno della semifinale di Coppa Italia è stato facile: non c'era nessuno in porto. Dopo l'andata mi sono detto "perché non segnarne un altro"?. Le reti al derby sono più sentite, perché è una partita che la gente aspetta tutto l'anno. Ora vivo il derby come un tifoso, da laziale. Lo capisci appena sei qui".

SCUDETTO - "L'anno scorso ho pensato davvero che avremmo potuto vincere lo scudetto. Purtroppo il Covid ha cancellato i nostri sogni. E' stato un momento difficile. Per tre mesi sono stato a casa a guardare le notizie in tv e la pandemia ancora oggi non è stata superata. Ci siamo dovuti abituare a giocare senza tifosi. Lo stadio vuoto è brutto, il calcio non è la stessa cosa. Spero si torni presto alla normalità".

ORIGINI - "Io e Vanja abbiamo seguito le orme di mio padre, ex calciatore, mentre mia sorella quella di mamma, ex cestista. In tanti mi dicono che stacco come un giocatore di basket. Ho conosciuto tanti paesi, viaggiando fin da piccolo. Sono nato a Lleida in Spagna, ma non mi ricordo molto. Il momento più difficile è stato quando sono partito da solo per il Belgio e mi staccai dalla famiglia. Non ero ancora pronto. Giocai prima con la primavera, poi a dicembre mi portarono in prima squadra e poi arrivai alla Lazio. Sono molto unito con mio fratello. Non possiamo vederci spesso. Lui è un po' matto, io più tranquillo. Abbiamo giocato contro la prima volta  in Lazio-Spal. Abbiamo segnato 4 gol, per fortuna li hanno segnati i miei compagni. Non sarei contento di giocare con lui, avrei più pressioni per la sua prestazione che per la mia".

MARUSIC -"Con Adam siamo più o meno coetanei e spesso pensiamo le stesse cose. Ho cercato di aiutarlo appena è arrivato alla Lazio, come hanno fatto gli altri con me. Ad esempio Basta, Djordjevic e Lulic. Sono felice per quello che sta facendo Adam".

AMORE -"Sono fidanzato da 4 anni. Sono felice, mi aiuta in tante cose. Con lei sono più tranquillo, ho trovato tutto quello che mi serviva".