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Lazio, la nota della società dopo l’istruttoria chiesta dal Giudice Sportivo

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Arriva la nota della società a seguito della decisione da parte del Giudice Sportivo di chiedere un'istruttoria rapida alla Procura della FIGC

redazionecittaceleste

È destinato a non concludersi nemmeno dopo dieci minuti di recupero il derby. All’indomani della gara, infatti, sono arrivate le decisioni del Giudice Sportivo. Attenzione allora alla richiesta di un’istruttoria rapida alla Procura della FIGC a seguito di presunti cori di natura antisemita arrivati dai tifosi biancocelesti. Si tratta quindi di una integrazione di indagine che arriva in seguito all’inserimento a referto della situazione da parte degli ispettori federali. Subito, allora, la Lazio ha pubblicato tramite il proprio sito ufficiale un comunicato in risposta. Di seguito quanto si legge sul sito biancoceleste.

Con riferimento alla decisione assunta dal Giudice Sportivo, il quale ha chiesto un’istruttoria rapida alla Procura della FIGC rispetto a presunti cori antisemiti ieri allo Stadio Olimpico di Roma, la Società Sportiva Lazio dichiara quanto segue. La Società Sportiva Lazio ha sempre condannato con la massima fermezza ogni espressione di antisemitismo e di razzismo che si manifestano ormai nella quasi totalità delle partite e in tutti gli stadi d’Italia. Non fanno parte della nostra cultura e non rappresentano la nostra tifoseria. Lo abbiamo sempre dimostrato con i fatti, non solo con le parole, e continueremo a sostenerlo con forza.

Ci preme sottolineare che i nostri tesserati si sono recati sotto la curva al termine di Roma-Lazio per ringraziare i tifosi del sostegno e gioire per una vittoria meritata, non certo per legittimare eventuali cori di alcuni gruppi, neppure compresi e certamente non condivisi. Comportamenti simili nulla hanno a che vedere con lo sport nè con il comune senso civico. Davanti a queste manifestazioni di ignoranza la Società Sportiva Lazio starà sempre dalla parte opposta: quella del rispetto delle persone, della loro cultura, della loro etnia, della loro fede e della loro dignità”.