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Lazio, Papadopulo: “Credo che Lotito dovrà per forza lasciare”

Giuseppe Papadopulo
Le parole rilasciate questa mattina ai microfoni di Radiosei dall'ex allenatore della Lazio: il suo pensiero sul momento dei biancocelesti
Riccardo Focolari Redattore 

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Questa mattina ai microfoni di Radiosei è intervenuto Giuseppe Papadopulo, ex allenatore della Lazio, per parlare del momento dei biancocelesti. Queste le sue parole:

"Protesta nei confronti di Lotito e della società? Questo è un grosso problema che si protrae non da poco tempo ma da alcuni anni e chiaramente ora sembra arrivata al culmine della sopportazione da ambo le parti, e questo chiaramente è un freno per i risultati, per tutta la squadra, per tutte quelle cose che poi naturalmente tifoseria, squadra, staff tecnico e società riescono a coagulare le forze e a portare sempre la squadra più in alto. Purtroppo questo non sta avvenendo, e sembra che non ci sia una via di uscita. è chiaro che i tifosi hanno ormai preso una decisione o meglio una direzione e sembra che da quella non vogliono cambiare e altrettanto fa la società. La società che poi naturalmente è il presidente Lotito che conoscendolo, avendolo conosciuto direttamente, chiaramente è una persona che quando prende una decisione poi farla tornare sui suoi passi non è così semplice. Però la situazione ormai si è fatta talmente grande che non si può disconoscere questo problema, e bisognerà per forza trovare una soluzione.

Soluzione? C'è quella che credo che poi col tempo naturalmente arriverà a dama, che è quella che Lotito dovrà per forza di cose lasciare, perché difficilmente può avvenire il contrario. Parole nei confronti di Baroni e Sarri? Questo è un aspetto molto grave, e mi meraviglio che una persona, al di là del carattere, però che ritengo comunque una persona intelligente perché lo ritengo una persona intelligente, al di là appunto delle considerazioni dello specifico, ma anche una persona normale che non è presidente rispondere al telefono a delle persone così che non conosce lascia naturalmente adito a delle considerazioni che lasciano un po' all'interpretazione di tutti, perché è una cosa veramente grave. Mi meraviglia che si arrivi a tanto, perché è veramente inspiegabile una cosa del genere.

Io l'ho conosciuto bene, sono stato un anno a contatto, l'ho conosciuto in situazioni anche di difficoltà e magari di inesperienza in cui lui si era introdotto nel 2004. Ora non riesco a riconoscerlo per il comportamento che sta portando avanti, e mi meraviglia soprattutto il fatto che le persone che gli vogliono bene, quelle che sono più vicine non arrivino naturalmente a farlo un attimino riflettere su questo comportamento inspiegabile che lui sta tenendo".