Le dichiarazioni del tecnico biancoceleste, intervenuto al termine della gara contro il Parma in conferenza dalla sala stampa dell'Olimpico

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Lazio, Gattuso vince il Premio Colalucci. Le parole all'evento

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Intervenuto in conferenza stampa al termine della gara valida per l'ottava giornata di Serie A, Lazio-Parma, Gennaro Gattuso ha commentato la gara contro i ducali. Queste le sue parole:

Cosa prova vedendo questa Lazio? "Ci sarà tempo e modo di goderci i primati quando i giocatori andranno in pensione o quando diventerò nonno e smetterò di allenare. Dobbiamo continuare, sono orgoglioso di allenare questa squadra che ha una grande mentalità. Oggi era una partita trappola, bastava poco per cancellare la vittoria di Torino. Nella storia della Lazio è già successo che dopo vittorie importanti sono arrivate legnate nei denti. La paura principale era questa. Sapevamo di poter andare in difficoltà per il modo di giocare, nel primo quarto d’ora con Provstgaard e Sutalo abbiamo fatto un po’ di fatica. Poi abbiamo iniziato a lavorare bene di catena a sinistra, ma eravamo un po’ lenti. Il campo era in condizioni pietose, non ha aiutato. Poi abbiamo alzato i giri del motore, abbiamo fatto possesso ed è venuta fuori la nostra qualità. Siamo stati molto bravi sulle preventive. Con la classifica abbiamo poco a che fare, abbiamo la fortuna di poter lavorare una settimana intera. Si va forte e si riposa, proviamo a giocare con la nostra identità. Siamo contenti dei miglioramenti mentali fatti nelle ultime due gare".

Gattuso

Si è arrabbiato al momento dei cambi di Lazzari e Pedraza e ha esultato nel finale per un recupero. Questi sono i segreti della Lazio?"Abbiamo bisogno di determinati atteggiamenti, di esaltarci per una palla recuperata o per un gol non subito. È una componente importante. Frattesi pensava di aver disputato una gara normale a Torino, ma per me ha fatto una grandissima partita. Andava a mille all’ora. Si può sbagliare, non ho mai visto nessuno non commettere errori. Dobbiamo caricarci e avere mentalità. È la nostra forza. Sui cambi mi sono arrabbiato con Roberto Perrone, un componente del mio staff: deve essere più rapido nel mostrare le indicazioni sulle palle inattive. Me la sono presa con lui".

Belahyane è un piccolo Ringhio?"No, Belahyane è Belahyane. È un giocatore che si è fatto trovare pronto al momento giusto e che sta raccogliendo i frutti di quanto seminato. Sa muoversi a livello tattico e ha grandissima intelligenza. Può fare ancora meglio e guardare in avanti quando conquistiamo palla, invece di fare il passaggio semplice. Ma questa è la sua umiltà. Mi assomiglia un po’ per come intercetta, anche se io ero meno bello: lui è più elegante".

Sul richiamo ai tifosi presenti all'Olimpico per aumentare i decibel "Mi è venuto spontaneo, ne avevamo bisogno. Ringrazio chi è venuto: mi hanno ascoltato e ho sentito un po’ di adrenalina. Hanno alzato il termometro. Mi è venuto così perché lo sentivo, era giusto far arrivare loro le emozioni che stavo provando in quel momento".

Sul manto erboso dell'Olimpico "Il manto erboso era irregolare, ma va bene, non è una polemica. Né noi né la Roma abbiamo avuto la possibilità di provare il campo: siamo arrivati oggi e i giocatori già si lamentavano nello spogliatoio delle condizioni del terreno. Anche su alcuni rimpalli nel primo tempo la palla ha avuto movimenti strani".

Su Pinamonti"Pinamonti ieri stava bene e si è allenato. Stamattina, alle 7:50, ho visto la chiamata del dottore: aveva 38,5 di febbre. Abbiamo provato a rimetterlo in piedi, volevamo farlo venire a merenda, ma senza farlo stare a contatto con i compagni. A Formello ci sono poche finestre e, visto che aveva 38,2 di febbre, abbiamo deciso di lasciarlo a casa".

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