Il tecnico biancoceleste ha scelto la via del confronto, tentando di stimolare i suoi giocatori senza ricorrere alle ramanzine: lo scenario
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Non è forse il momento più difficile dell’avventura di Sarri a Formello, ma senza dubbio è uno dei più delicati. Il tecnico biancoceleste, al suo terzo anno sulla panchina della Lazio, si trova ancora troppo spesso di fronte a inspiegabili crolli fisici ed emotivi. Come quelli che hanno colpito la squadra a Rotterdam, troppo spenta - al di là dei meriti degli avversari - per essere vera. Per questo al rientro in Italia il tecnico ha avuto a che fare con diversi volti cupi, per questo Sarri ha deciso di andare all-in o quasi.
In questi giorni a Formello, a partire dal pranzo di giovedì, ha chiesto alla squadra un cambio di registro. Lo ha fatto senza alzare la voce: nessuna ramanzina, serviva toccare altre corde. Quelle che aveva toccato per esempio benissimo ad Auronzo, e proprio su quegli argomenti è tornato. “Sono rimasto per voi e ora, tutti insieme, dobbiamo uscire da questo torpore e dare tutto” il messaggio esposto alla squadra riportato dal Messaggero. È un patto stretto tra Sarri e i suoi giocatori, che questa sera dovranno dimostrare di essere davvero al fianco del mister. Non solo a parole, non solo in allenamento: serve una prestazione importante in campo, per portare a casa i tre punti e dare una svolta al futuro.
Un futuro che guarda anche a lungo termine, non solo a questa stagione. Sarri inizia infatti a essere stanco di vedere sempre i soliti errori, di fare le scelte in base agli allenamenti prima di ritrovare in campo soltanto le controfigure dei suoi giocatori. I vecchi fantasmi riaffiorati dopo la sfida col Feyenoord devono essere subito, e definitivamente, scacciati. Ne va il destino dello stesso Sarri, che intanto sta riflettendo seriamente sul suo futuro. Non è questo il momento delle decisioni finali, ma di certo è questo il momento per indirizzarne la strada,
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