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Lazio, Peruzzi: “Inzaghi? Non lo vedevo allenatore. Invece ora…”

Lazio, Peruzzi: “Inzaghi? Non lo vedevo allenatore. Invece ora…”

L'ex portiere Angelo Peruzzi, ha parlato del suo amico ed ex compagno ai tempi della Lazio, Simone Inzaghi, in vista del prossimo incontro

redazionecittaceleste

L'edizione di oggi del Corriere dello Sport ha condiviso con i suoi lettori una bella intervista, in occasione della sfida tra la Lazio e i nerazzurri, rilasciata dal doppio ex Angelo Peruzzi. L'ex estremo difensore in questa chiacchiera ha trovato il tempo di raccontare alcuni aneddoti sull'ex compagno ed amico Simone Inzaghi. Più di vent'anni con la Lazio per lui ed ora sulla panchina dei meneghini. In chiusura, Peruzzi ha anche detto qualcosa sul suo recente addio ai colori biancocelesti: "Prima della partita Simone non riusciva mai a dormire. Io, Giocondo il Cuoco e Walter il magazziniere, eravamo gli unici che riuscivano a smorzare la sua tensione. Per distrarlo giocavamo a carte. Tra risate e scherzi riuscivamo a non farlo pensare solo alla partita. Tuttavia, è cambiato molto rispetto a quando faceva il calciatore. Se mi avessero chiesto di dire chi era il meno adatto a svolgere il ruolo di tecnico avrei indicato proprio lui. Prima viveva alla giornata, ora è più maturo. Per come sono fatto io preferisco dormire la notte. Per un periodo ho fatto il vice di Ferrara. C'erano sfide dove avrei voluto mandare tutti al diavolo invece mi è toccato scrivere e prendere appunti. Bravo Simone che ha saputo ricoprire questo ruolo al meglio. Non lo credevo il tipo che avrebbe attaccato qualcuno dei suoi al muro se fosse stato necessario, invece lo ha fatto".

 Angelo Peruzzi

Sui nerazzurri

"In nerazzurro ci fu un anno che se non si fossero fatti male Vieri e Ronaldo lo scudetto lo avremmo vinto noi. Eravamo partiti benissimo ma purtroppo con Recoba e Zamorano non fu la stessa cosa. Tuttavia, dopo il successo dell'anno scorso con Conte, i meneghini possono ripetersi anche stavolta". 

Sull'addio alla Lazio

"Ho sempre amato giocare a calcio anche se non sono mai stato un tifoso. L'album delle figurine lo facevo a vent'anni ma ho smesso subito. Ciononostante, non posso dimenticare le dodici stagioni passate alla Lazio".