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Lazio, Rampulla: “Vi dico perché tra Sarri e la Juve non ha funzionato”

redazionecittaceleste

L'ex portiere della Juventus, Michelangelo Rampulla, è tornato a parlare di Maurizio Sarri, ora allenatore della Lazio

L'ex portiere della Juventus, Michelangelo Rampulla, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio dove ha parlato della finale degli Europei e ha poi commentato l'avventura di Maurizio Sarri sulla panchina bianconera. Quella alla Vecchia Signora culminata con la vittoria dello scudetto, resta la sua ultima esperienza da allenatore prima di accettare l'offerta della Lazio: "Un allenatore bravo è quello che sa schierare i giocatori dove rendono meglio. Mancini è riuscito a creare un gruppo forte ed è questo il suo segreto. Sono amici, sono uniti e questo in campo si vede. Molto bene Donnarumma, oltre ad esser stato protagonista durante gli ultimi calci di rigore. Contro la Spagna ha salvato il risultato. Se fossimo andati sotto sarebbe stato difficile recuperare. Uno come lui tra i pali dà sicurezza. Il portiere è come il vino buono: invecchiando migliora. Con il tempo magari perdi un po' di forza ma migliori sotto molti aspetti. Penso che Sirigu, prima dei tiri dal dischetto, abbia provato a tranquillizzarlo. Gli ha dato dei suggerimenti che devono avergli tolto la pressione. Bonucci e Chiellini, invece, sono due fuori classe. L'unica loro pecca potrebbe essere qualche problema fisico di troppo. Ma se questi vengono superati, sono due calciatori in grado di dare grande sicurezza. Sono forse gli ultimi centrali di livello al mondo".

Sull'Inghilterra

"Più si è grandi e più si fa rumore quando si cade. Tuttavia, sono avanti agli azzurri non solo sotto l'aspetto fisico ma anche sotto quello tecnico. Giocano in casa e avranno un occhio di riguardo nei loro confronti. Ciononostante direi che le chance sono 50 e 50".

Su Sarri

"Lo disse anche Vialli che alla Juventus vincere sembra la normalità. Non credo che Sarri abbia detto niente di che sulla sua esperienza. Nemmeno quando vincemmo la Champions League festeggiammo. Questa è la mentalità bianconera. Magari allenare altrove lo ha abituato ai festeggiamenti, ma alla Juventus è diverso. Forse sarebbe dovuto rimanere al club per un periodo medio-lungo. Sei mesi non bastano per cambiare le cose. Credo che abbiano sbagliato tutte e due le parti. Il colpo di grazie, comunque, l'ha dato l'eliminazione dalla Champions League. Io lo avrei aspettato".