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La Lazio riparte da Bologna: uno dei campi più insopitali in assoluto

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Il tipo di partita che non si analizza, si archivia in fretta e si spera di dimenticare
Riccardo Focolari Redattore 

Dopo la vittoria contro il Milan, la squadra di Sarri riparte da Bologna. Ovvero da uno dei posti meno ospitali del campionato, almeno per quanto riguarda i biancocelesti.

Su 71 partite di Serie A al Dall'Ara, la Lazio ne ha vinte 15. L'ultima nel dicembre 2018, uno 0-2 che a questo punto appartiene a un'altra era geologica. Da allora, il vuoto. Qualche pareggio — l'ultimo uno 0-0 del marzo 2023 — e tante sconfitte. Trentasette in totale, con il 5-0 del marzo 2025 ancora fresco abbastanza da fare male. Il tipo di partita che non si analizza, si archivia in fretta e si spera di dimenticare.

I gol segnati in trasferta a Bologna dicono il resto: 67 la Lazio, 121 i padroni di casa. Non servono commenti. L'1-1 dell'11 febbraio è l'ultimo capitolo di questa storia. Un punto. Meglio di niente, peggio di quello che serviva.

Se si allarga il campo ai precedenti totali tra le due squadre il bilancio si fa più decente: 165 partite, 57 vittorie laziali contro 60 bolognesi, 48 pareggi. Gol complessivi: 219 a 229. Quasi pari. Ma "quasi pari" al Dall'Ara non si è mai visto davvero.

L'ultima volta che la Lazio ha vinto in assoluto contro il Bologna — in qualsiasi stadio — è il 3-0 del novembre 2024. Tre mesi dopo arrivò il 5-0. Il calcio, quando vuole, sa essere crudele. A questo proposito, qui trovare tutto rispetto al pronostico per la partita

Tra i nomi che hanno fatto la storia di questa sfida c'è Angelo Schiavio: dodici gol, capocannoniere assoluto del confronto. Centravanti degli anni Trenta. Un'altra epoca, un altro calcio. Le partite con più reti appartengono tutte a quel periodo — il 7-2 bolognese del 1951, il 2-4 laziale del 1952. Da allora, le squadre hanno imparato a difendersi. O forse hanno smesso di attaccare così. Sarri porta la sua Lazio in un campo dove i precedenti pesano. Non è una sentenza, è solo un contesto. La partita si gioca lo stesso, i novanta minuti sono gli stessi per tutti. I numeri dicono una cosa. Il campo, si sa, può sempre dirne un'altra.