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Rovella: “Sogno di vincere un trofeo e aprire un ciclo vincente con la Lazio”

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Le parole del regista della Lazio in un'intervista ai microfoni dei canali ufficiali della società biancoceleste tra presente e sogni futuri
Lorenzo Focolari Redattore 

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Intervenuto nel corso di un'intervista ai microfoni dei canali ufficiali del club biancoceleste, Nicolò Rovella ha parlato della sua esperienza con la maglia della Lazio, dei suoi tifosi e dei suoi sogni per il futuro prossimo in biancoceleste. Queste le sue parole: "Storia della Lazio? Ma tanti particolari! Non è una banalità, ma le coreografie, soprattutto quelle che si fanno in trasferta, sono pazzesche. Ogni tifoso allo stadio sembra un ultra'. E' una roba pazzesca, fa piacere e aiuta i calciatori anche nei momenti più difficili a tirare fuori il meglio. Questa è una cosa che lo spirito laziale ti dà modo di far uscire quel qualcosa in più in campo che con altre squadre non accade. 

Coro più bello? Fin dall'inizio mi è venuto spontaneo cantare 'La Lazio mia', perché ci sono legato dall'inizio. Ma sono tanti i cori che mi piacciono. A me piacciono soprattutto le bandiere, quando arrivo allo stadio guardo alle bandiere in Curva Nord e in Tevere che mi piacciono tanto. La partita che vorrei rigiocare? Facile, Lazio-Bodø/Glimt ma per il semplice fatto che abbiamo buttato la qualificazione all'andata. Al ritorno abbiamo fatto quello che potevamo, i rigori sono una lotteria e li sbagliano anche i più forti della storia. Sicuramente mi è rimasta qua, perché avevamo chance di andare avanti. Semifinale, finale e chissà, magari vincerla. 

La partita più bella? O il derby di Coppa Italia finito 1-0, ai quarti, mi è piaciuta anche la vittoria col Plzen col gol di Isaksen, anche quando abbiamo vinto a San Siro contro il Milan lo scorso anno. La più bella spero di poterla fare quest'anno. La Lazio quando esordivo col Genoa? Il Covid ha influito parecchio, la Lazio era uno squadrone e aveva trovato l'alchimia giusta oltre ai calciatori forti, mister Inzaghi è stato bravissimo. Purtroppo poi non ce l'ha fatta, ma se il campionato fosse continuato regolarmente c'erano buone possibilità per arrivare fino in fondo. Spero di vivere anch'io una possibile lotta per il titolo con la Lazio. 

Stadio più bello in cui ho giocato? San Siro, è un classico ma le emozioni sono indescrivibili. Poi sono nato a Milano ed è lo stadio dove andavo da bambino, bellissimo. Il mio idolo Modric? La sua maglia l'ho già presa, quindi la lascio a Zaccagni per il ritorno. Modric è un campione, ci ho giocato contro  in Juventus-Real Madrid di inizio estate, mi piacerebbe giocarci contro in campionato, quando c'è qualcosa in palio. Il migliore al mondo nel mio ruolo? Vitinha del PSG. Giovani in Italia? Ci vuole il giusto mix di fortuna, poi l'incrocio tra momenti giusti e farsi trovare pronto in allenamento.

Sono stato allenato da grandi allenatori, come Thiago Motta anche se ora è senza squadra. Lui ci crede tanto nei giovani, ci vuole fortuna nell'incrociare allenatori che ti danno modo di dimostrare quello che vali. Primo gol con la Lazio? Spero solo di farlo in casa, magari sotto la Curva Nord. Sogni con la Lazio? Il sogno più grande che ho è alzare un trofeo con questa maglia, alzarlo da protagonista sarebbe da importante. Sarebbe un primo step, perché poi si crea quella mentalità vincente. Sarebbe il primo passo per aprire un ciclo vincente, sarebbe qualcosa di straordinario. Mi piacerebbe essere ricordato per sempre come gli eroi degli Scudetti".