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Lazio, Sarri non valuta l’opzione delle dimissioni: le ultime
Aleggiano incertezze sul futuro di Maurizio Sarri come allenatore della Lazio. Dubbi derivanti dai risultati ottenuti dalla squadra biancoceleste in questo campionato. Tuttavia, la situazione contrattuale che ad oggi presenta il tecnico toscano, e in particolare i restanti undici milioni lordi di stipendio (2,5 netti più bonus per un triennio) fa sì che il secondo ciclo del Comandante sulla panchina biancoceleste duri ancora.
Lo stesso tecnico si era dimesso a marzo 2024, ma nutre la convinzione che la società voglia portarlo all’addio, la quale deve prendersi la responsabilità di fronte ai tifosi, perché il Comandante ha ripromesso a sé e al suo staff che non lo farà fino a fine stagione, quando forse avrà troverà un'altra squadra pronta a offrirgli lo stesso ingaggio. Lotito intanto ha incassato oltre ottanta milioni in sei mesi, ne ha investiti 30 (in futuro ci saranno le rate di Rovella, Pellegrini e gli 11, 3 milioni per Dia), ma con le plusvalenze ha sistemato il bilancio.
Rimane, dunque, un parte di soldi da poter spendere -eventualmente- per un licenziamento di Sarri e per prendere un altro allenatore fino a giugno, oppure il successore con cui continuare da subito il progetto. Sarri, dal canto suo, non si dimetterà perché aveva preventivato alla società il crollo che ad oggi sta vivendo la Lazio, e non si sente responsabile.
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