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Lazio, ritorna la solidità difensiva: preoccupano però le singole situazioni contrattuali

Romagnoli e Gila
La solidità difensiva è un marchio di fabbrica della Lazio di Sarri: ma a preoccupare sono le singole situazioni contrattuali dei calciatori
Stefania Palminteri Redattore 

Tra le principali caratteristiche presentate dalla Lazio di Maurizio Sarri in questa stagione c'è sicuramente la solidità difensiva. Stando ai numeri, infatti, il club biancoceleste ha potuto registrare 14 porte inviolate in Serie A, dato migliore dei primi dieci campionati europei dopo Porto (18), Inter (15) e Arsenal (15).

Al tempo stesso, la componente difensiva è risultata altrettanto fondamentale per la Lazio al fine di ottenere importanti risultati anche nella stagione 2022/23, nella quale il club capitolino ha convertito la solidità del reparto arretrato nella porta più blindata d'Europa (21 gare) dopo quella di ter Stegen del Barcellona (26); un record storico per la società biancoceleste.

Un secondo posto che, in quel caso, arrivò grazie alle prestazioni di Marusic (rinnovato), Casale (oggi al Bologna) e di quei giocatori che all'epoca venivano considerati come potenziali punti di riferimento per il futuro quali Provedel, Romagnoli, Gila, Patric e Lazzari, oltre a Cataldi e a Basic.

Giocatori che, però, da punti fermi sono diventati tutte incognite, visto che ad oggi sono tutti in scadenza a giugno 2027, come Gigot e Pellegrini, arrivati successivamente. Hysaj saluterà fra tre mesi. Al di là di Pedro (a metà tra ritiro a giugno e suggestione Tenerife) e Cancellieri (2027), tra i dodici giocatori della rosa in scadenza da qui a un anno ben dieci sono i fedelissimi di mister Sarri tra centrocampo e retroguardia.