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Lazio, promesse e fatti: squadra indebolita e risparmio netto sul monte ingaggi

Edoardo Benedetti Redattore 
A dicembre Lotito si era preoccupato di tranquillizzare l'ambiente: "La squadra non sarà indebolita". Ma ora la squadra appare indebolita

"La squadra non sarà indebolita". Lotito l'aveva ribadito a spron battuto a dicembre, preoccupandosi di tranquillizzare un ambiente messo in subbuglio dalle scelte della stessa società. O, almeno, di provarci. Alle promesse, però, non sono seguiti fatti. La Lazio ha incassato circa 27 e 29 milioni di euro dalle cessioni di Guendouzi Castellanos, assicurandosi 12 e 17 milioni di plusvalenza. Al netto del fatto che né l'uno né l'altro sono stati sostituiti secondo la volontà di Sarri.

Il tecnico toscano aveva già risposto al presidente: "Non basta non indebolire". E su Guendouzi si è esposto a più riprese: "Era uno di quei calciatori su cui pensavo si potesse costruire qualcosa di importante, la società ha deciso diversamente". E se nel ruolo di Castellanos sono arrivati nuovi interpreti - con Maldini ancora tutto da scoprire in quel ruolo e Ratkov in fase di ambientamento -, il francese non è stato rimpiazzato per caratteristiche.

La scelta è stata ponderata: meglio mettere in ordine i conti ora e stringere i denti, in futuro se ne riparlerà. Rivoluzione tecnica con linea verde alla base: sembra essere questo il ritornello preferito dalle parti di Formello oggi. Se non è altro, l'operazione di risparmio sul monte ingaggi è andata a buon fine: al conto, ora, sono stati sottratti 7 milioni, di cui circa 14 lordi. Sarri, comunque, incrocia le dita e spera ancora nel dopo Guendouzi: alle 20 chiude il mercato.