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Un finale di stagione importante tra Coppa Italia e ciò che resta del campionato. Gli incastri regalano ancora qualche speranza alla Lazio per l'Europa, anche se le rotte si sono oramai invertite: è la coppa la via principale per agganciarsi al treno europeo. A Bologna, comunque, è arrivato il sorpasso ai felsinei di Italiano: l'ottavo posto garantirebbe ai biancocelesti di evitare i turni preliminari di Coppa Italia che porterebbe a un avvio di stagione anticipato.
Sarri sembrava aver trovato il proprio equilibrio. Il tridente per il finale di stagione sembrava delineato: Maldini da falso nove a sostenere le incursioni di Zaccagni e Isaksen. Mau, nel frattempo, ha perso il capitano per infortunio - sempre più in bilico la sua presenza per il ritorno di coppa contro l'Atalanta, il 22 aprile -. Il danese è in crescita, oltre a essere il miglior marcatore stagionale dei suoi con quattro gol.
Il tecnico toscano, però, continua a battere il tasto: servono più gol, e non può pensarci sempre Taylor. A Bologna, la sua doppietta è arrivata anche grazie all'apporto dei nuovi entrati. Noslin e Dia (quest'ultimo in crescita dopo il rientro dalla Coppa d'Africa), infatti, partecipano a entrambe le azioni vincenti: l'olandese avvia l'iniziativa del senegalese per il primo centro, propiziato da una deviazione sul suo tiro. Più marcato, invece, l'apporto nel caso del raddoppio: ottimo e puntuale lo scambio tra i due per liberare nuovamente l'ex Ajax in area.
Sarri conta su tutti gli elementi offensivi. O quasi, con Ratkov mai davvero coinvolto in questa fase. Mau, comunque, resta ancorato alle sue certezze. Isaksen e Maldini restano titolari, mentre a sinistra si deciderà di volta in volta. Pedro può fare la differenza ma deve fare i conti con le necessità anagrafiche, Noslin si rivela più utile a gara in corso. Sullo sfondo, come detto, un Dia più spigliato al rientro dalla Coppa d'Africa e Cancellieri, che a Bologna ha spiegato: "Non conta quanto giochi, ma come". Un proposito importante per il finale di stagione.
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