cittaceleste news Lazio, Veron: “La protesta contro Lotito, Sarri ed Eriksson: vi dico la mia”

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Lazio, Veron: “La protesta contro Lotito, Sarri ed Eriksson: vi dico la mia”

Stefania Palminteri Redattore 
Le dichiarazioni dell'ex calciatore argentino, intervistato dal Corriere della Sera, in merito all'attuale situazione in casa biancoceleste

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Juan Sebastian Veron, ex calciatore della Lazio, è stato intervistato dal Corriere della Sera ed ha parlato dell'attuale situazione in casa biancoceleste. Di seguito le sue dichiarazioni: "A vedere i biancocelesti così mi viene un po’ di malinconia. Ho sempre nostalgia del mio periodo alla Lazio, ma vederla costretta a metà classifica genera in me molta tristezza. Quella piazza merita risultati migliori. Non credo che a una società con quella storia possano mancare risorse per rilanciarsi. Ma bisogna essere ambiziosi".

Cosa pensa della protesta dei tifosi verso Lotito?

"Sono presidente di una squadra storica e importante come l’Estudiantes. Io mi sentirei male se il popolo si rivoltasse così contro di me. Bisogna ascoltare la gente. Capisco la necessità di amministrare i conti, ma il vero obiettivo deve essere inseguire i sogni. Se non ci sono i mezzi economici, è giusto farsi aiutare da nuovi investitori. Chiunque, dirigenti e giocatori, all’interno della Lazio, non possa stare al passo con i desideri dei tifosi, deve fare un passo indietro. Ricordo il calore dei laziali, vedere lo stadio vuoto è davvero impressionante".

Di Sarri cosa pensa?

"Non riesco a seguire la Lazio ogni giorno, ma conosco la situazione, così come la storia del tecnico. Considerando tutte le difficoltà avute, come il mercato bloccato, non credo si possa dire che ha fatto male. Considerando poi che a gennaio se ne sono andati giocatori importanti direi che ha fatto pure bene. Non mi so esprimere sui singoli, ma direi che la squadra, come collettivo, ha dato tutto quello che poteva. Ora speriamo faccia bene in Coppa Italia".

Cosa augura alla Lazio?

"So che i tifosi stanno soffrendo. Questa è una piazza esigente, che vuole sempre più di quel che ha, come è giusto che sia. Ma in questo momento si vive proprio scoramento. Non ho più la sensazione che questa squadra abbia ambizioni sportive. Chiunque paga l’abbonamento merita di poter sognare. E quindi auguro alla Lazio e ai laziali di tornare a farlo".

Cosa ricorda dei suoi anni a Roma?

"La gioia di esserci stato. La Lazio è stata la squadra più forte in cui io abbia giocato e già questo è emozionante. Inoltre il club non vinceva il campionato da 26 anni e quindi i festeggiamenti per lo scudetto furono eccezionali. Oggi il ricordo di quelle emozioni trasmette ancora tanto anche a noi".

Come si trovava con Eriksson?

"Sven è stato l’allenatore che più mi ha capito. Sono convinto di aver espresso il calcio migliore con lui in panchina perché mi lasciava piena libertà. La tattica non è mai stata il mio forte. Mi dovevo sentir libero di inventare con la palla fra i piedi".