Va in scena direttamente dal centro sportivo di Formello la conferenza di presentazione di Petar Ratkov, nuovo attaccante della Lazio proveniente dal Salisburgo. Appuntamento fissato per le ore 11:00, segui tutte le parole del serbo con la diretta scritta di Cittaceleste.it.
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LIVE | Lazio, la conferenza di presentazione di Petar Ratkov
Prende la parola Claudio Lotito: “Buongiorno a tutti, con grande piacere presentiamo oggi due giocatori che riteniamo possano costituire un valore aggiunto alla nostra squadra. Che ha sempre fatto programmazione, non si tratta di nomi scelti a caso ma di giocatori seguiti da tanto tempo. Ratkov è stato seguito da un osservatore a Bologna e anche dalla nostra talent room. Riteniamo sia un giocatore importante per l’età e la tecnica, costituirà un valore aggiunto.
Prende ora la parola Angelo Fabiani: “C’è poco da aggiungere alle parole del presidente. È un calciatore che arriva dal Salisburgo, conoscete le sue caratteristiche. È un 2003, che si inserisce nel contesto di un progetto tecnico della società mirato allo svecchiamento della rosa. Riponiamo in Ratkov tante belle speranze, non deve dimostrare nulla perché già lo ha fatto nel Salisburgo. Gli diamo il benvenuto”.
Prende ora la parola Petar Ratkov: “Sono molto felice di essere qui in uno dei più grandi club in Italia. Tra i più grandi anche d’Europa. Sono contento anche di essere qui tra presidente e ds e devo dire che mi sto trovando già molto bene con tutti, giocatori e pubblico”.
Si è parlato di un progetto giovani: ti senti di poter essere già importante e decisivo quest’anno o servirà pazienza nell’inserimento?
“Sono pronto, ero già uno dei più grandi nella mia vecchia squadra. Mi sento pronto per accettare subito la sfida”.
Chi ti sta impressionando tra i compagni, soprattutto pensando al reparto offensivo? Sarri ti ha chiesto qualcosa di particolare?
“Ogni giocatore è davvero di alto livello, abbiamo molti ottimi giocatori e ogni giorno posso studiare e imparare da loro. Sarri? Proverò a fare quello che mi chiederà, aspettiamo di scendere in campo”.
Sei stato presentato come attaccante che attacca l’area nonostante l’altezza. Pensi di poter essere utile in tal senso?
“Sono alto, ma gioco bene la palla anche a livello tecnico. Posso essere determinate anche sugli assist e non solo sulla finalizzazione. Potete aspettarvi molto da me”.
Dopo l’infortunio a Salisburgo, a che punto sei?
“Quello che posso dire è che darò tutto per essere il più veloce possibile e per dare il massimo”
Chi è il tuo riferimento? E quanti gol speri di segnare in questi sei mesi?
“Per tutta la mia vita ho parlato di Lewandowski, l’ho sempre guardato cercando di imparare ogni cosa da lui e di migliorare. Sarei felice di poter segnare, ma la cosa più importante sarebbe aiutare il team a raggiungere la zona Europa”.
Cosa hai pensato quando Cancellieri a Verona non ti ha ridato il pallone? Quanto sarebbe bello trovare il prima possibile il gol?
“Lui aveva fatto il primo tocco, poi dice che ero finito in fuorigioco. Forse poteva passarmela, ma va bene così. Como? Sono pronto e spero di poter essere subito d’aiuto”.
Quale è stata la prima impressione del calcio italiano? Che emozioni ti aspetti in vista della prima all’Olimpico?
“Mi è piaciuta la prima partita, è stato un bel primo approccio. Mi sono sentito bene e ho avuto sensazioni positive. Mi serviranno altri giorni per acquisire più fiducia. Sono molto contento di giocare all’Olimpico, uno stadio così grande e con tifosi così caldi. Già ieri sera sono andato allo stadio per prendere confidenza”.
A Salisburgo ci sono stati Sesko e Haaland, qui Immobile. Senti la responsabilità? A chi di questi sei più simile?
“Qui c’è stato Immobile, una leggenda. Sono sfide che ho dentro la testa, ho voglia che le persone mi conoscano e capiscano che ho voglia di segnare”.
Vieni da un club che gioca molto in verticale, qui è un po’ diverso. Pensi di aver bisogno di tempo?
“In realtà no, nel mio ex club in Serbia si faceva un gioco simile a quello che si fa qui. Sento di averlo nelle gambe”.
Cosa hai pensato quando hai saputo dell’interesse della Lazio? Cosa rappresenta per te, pensi di restare qui a lungo?
“La prima volta che l’ho saputo ho pensato di volerci andare a ogni costo, perché ho sentito anche Milinkovic che mi ha detto che questo è il club migliore in italia e la città migliore. Spero di rimanere qui a lungo e spero di poterlo fare”.
Ieri in allenamento ha segnato un gran gol, questa del tiro da lontano è una tua caratteristica che puoi aggiungere? Vi state conoscendo con Sarri?
“Direi che sono un attaccante che può dare diverse cose, non solo solo il classico numero 9 e posso tirare da fuori. Sarri? È normale che non ci conoscessimo, ora impareremo a farlo e potremo fare grandi cose”.
Quali sono gli attaccanti del campionato italiano che stimi maggiormente? Hai fatto anche altri ruoli?
“L’attaccante che guardo di più è Lewandowski, ma nel campionato italiano non ce n’è uno in particolare. Guardo più Vlahovic forse, il mio compagno di squadra nella Serbia. ”.
Il mister è un toscano ed è pieno di battute. La stessa la fece con Castellanos, che conosceva perfettamente. Ratkov è stato visionato dallo staff tecnico di Sarri, alla battuta non segue il concetto che non lo conoscessero davvero. Sarri è fatto così, è un toscanaccio, ma sappiamo che conosceva Ratkov al 100%. È un modo per stimolare i calciatori, tanto è vero che anche Castellanos da oggetto misterioso è diventato un calciatore con richieste importanti. Il fatto che Sarri non conoscesse Ratkov lasciamolo come battuta. Sarri fa spesso battute che apprezzo tantissimo, ma sapete quante partite guardi uno come Sarri. Riportiamo tutto sui giusti binari: ‘Mi auguro di vedere Ratkov fare più di quanto fatto da Castellanos’, questo è quanto mi ha detto Sarri. A volte si riesce a prendere un calciatore segnalato, altre no. È una dinamica di mercato”.
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