cittaceleste news RIVIVI IL LIVE | Lazio, Taylor: “Obiettivo Europa. Ecco a chi mi ispiro”

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RIVIVI IL LIVE | Lazio, Taylor: “Obiettivo Europa. Ecco a chi mi ispiro”

Michele Cerrotta
Il nuovo centrocampista biancoceleste viene presentato alla stampa nel centro sportivo di Formello: segui live tutte le parole dell’olandese

Va in scena direttamente dal centro sportivo di Formello la conferenza di presentazione di Kenneth Taylor, nuovo centrocampista della Lazio proveniente dall’Ajax. Appuntamento fissato per le ore 11:00, segui tutte le parole dell’olandese con la diretta scritta di Cittaceleste.it.

Prende la parola Claudio Lotito: “Taylor penso sia un calciatore abbastanza conosciuto. Anche qui è stato fatto un avvicendamento non voluto dalla società, Guendouzi ha chiesto di essere ceduto e l’abbiamo accontentato. La filosofia di questa società non è più di trattenere ob torto collo i giocatori: chi vuole rimanere lo fa, chi non vuole va via. La Lazio è un punto di arrivo e i giocatori devono starci perché hanno il paciere. Vale anche per trasmettere un segnale ai tifosi: non stiamo facendo svendite ma un lavoro tecnico importante di cui do merito al direttore sportivo. Non c’è improvvisazione qui, ma una serie di azioni attraverso la sala scouting. Sappiamo chi dobbiamo prendere, in rapporto a qualità tecniche e morali. Sulla base di questo vengono fatte selezioni. E a centrocampo il direttore ha ritenuto di selezionare Taylor, che ha subito dimostrato duttilità nel gioco e nella qualità mentale”.

Prende ora la parola Angelo Fabiani: “Le caratteristiche di Taylor sono corrispondenti a quelle che sono le esigenze del nostro mister, che ovviamente conosceva perfettamente Taylor. A volte facciamo finta di non conoscere i giocatori perché da qualche anno si è messo in moto uno strano meccanismo secondo cui appena la Lazio va su un giocatore ci sono gruppi che si mettono in mezzo per trarne vantaggio e profitto personale. Questa storia dovrà finire e se non la controllano le istituzioni è giusto che chi come me lavora non possa avere a che fare con quattro o cinque mediatori, anche gente sconosciuta. Abbiamo avuto la fortuna di fare questi due calciatori perché abbiamo lavorato in silenzio, altrimenti non saremmo riusciti ad arrivare alla conclusione delle trattative. Taylor è conosciuto da Sarri, parliamo di Salisburgo e Ajax: due società di primaria importanza. Siamo contenti di aver concluso questa trattativa perché al pari di Ratkov abbiamo preso le prestazioni di un grande uomo e di un giocatore che saprà far apprezzare le sue qualità tecniche. Ha gol nelle gambe, come si è visto lo scorso anno. È quell’elemento che serviva come da richiesta del mister. Per il resto lo conoscete, gli diamo il benvenuto nella famiglia Lazio”.

Prende ora la parola Kenneth Taylor: “Ho avuto prime impressioni molto buone in questo club, dalla società ai compagni”.

Cosa ti ha spinto ad accettare la Lazio?

La Lazio è arrivata con un buon progetto, è un grande club e il presidente e il direttore mi hanno convinto”.

Come ti sei trovato nei meccanismi di Sarri a Verona? Ti senti pronto a diventare il riferimento del centrocampo della Lazio?

È stato veloce, non facile adattarsi ma anche nell’Ajax lo scorso anno ho giocato un po’ allo stesso modo. È stato bellissimo”.

Cosa significa crescere nell’Ajax e cosa ti ha spinto a cambiare?

Essere cresciuti all’Ajax significa essere cresciuti in una delle migliore academy del mondo. Ho scelto la Serie A perché è uno dei migliori campionati al mondo e perché mi farà crescere”.

Cosa ti ha chiesto Sarri in questi giorni? Cambia giocare da mezzala destra o sinistra?

Non importa per me giocare a destra o sinistra, per le richieste si tratta di dover muovere la palla velocemente e provare a far gol, le stesse richieste degli altri centrocampisti”.

Quali sono gli obiettivi per questa stagione e nei prossimi anni? Sei arrivato come centrocampista già esperto, cosa può darti in più la Serie A?

Penso che sia un campionato maggiore in cui imparare davvero come vincere le gare, che è una cosa importante e che voglio imparare. Obiettivi? Per me la squadra viene sempre al primo posto, se gioca bene allora vado bene anche io”.

Arrivare in una squadra che un anno fa hai incontrato da avversario, e che lo scorso anno è arrivata prima nel girone di Europa League, ha influito sulla tua scelta?

Abbiamo perso 3-1 a casa, hanno giocato un ottimo calcio. Forse sì, un po’ ha influito”.

Lo scorso anno hai avuto Farioli come allenatore. C’è qualcosa in cui somiglia a Sarri? Puoi giocare anche davanti alla difesa?

Sì, hanno sicuramente qualcosa in comune, ma per me è difficile dirlo ancora con certezza. Posso giocare anche davanti alla difesa”.

Sei stato sorpreso dall’entusiasmo dei tifosi? Hai parlato con i tuoi compagni di reparto?

Sono venuti con tante sciarpe, era veramente bello da vedere. Ci ho parlato non per molto tempo con i compagni, ma sicuramente stanno cercando di aiutarti”.

Cosa ti ha portato a lasciare l’Ajax? Ti è stato dato un obiettivo di squadra alla Lazio?

Ho giocato quasi 200 gare per l’Ajax, a volte l’ambizione ti porta a voler ottenere di più ed è per questo che sono andato via. L’obiettivo è tornare in Europa”.

Sei mancino naturale ma giochi anche col destro, come è nata questa caratteristica? È una caratteristica che aveva anche Hernanes. Quanto è stato complicato giocare la prima senza conoscere bene le tattiche?

Ho imparato ogni giorno con mio padre, quando ero davvero molto piccolo. Cataldi mi ha parlato tanto provando ad aiutarmi, quando un giocatore di esperienza”.

Sei stato paragonato a Kroos, è corretto? A chi ti ispiri?

Non voglio dire di essere la stessa cosa di Kroos, non è proprio così. Ma giocatori che ho spesso ammirato e mi hanno ispirato sono Xavi, Iniesta, Busquets”.

Ultima chiosa dal direttore sportivo della Lazio: “Lo scorso anno ha fatto 14 gol e 7 assist, prima mi sono confuso sui numeri. Questo per dovere di cronaca”.