A margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Edoardo Motta, Adrian Przyborek e Daniel Maldini risponde alle domande dei giornalisti presenti anche Angelo Fabiani. Segui le parole del direttore sportivo della Lazio con la diretta scritta di Cittaceleste.it.
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RIVIVI IL LIVE | Lazio, Fabiani: “Sarri, tifosi, Lotito, mercato e Baroni: dico che…”
“Per completare il discorso del mercato in entrata c’è anche l’accordo chiuso con tanto di contratto firmato con Pedraza. A luglio sarà un giocatore della Lazio. Anticipo la domanda che mi farete: Diogo Leite. Lo abbiamo seguito, ne abbiamo parlato. Purtroppo ha avuto in infortunio da 6-7 settimane. C’è un accordo di massima con il suo avvocato, vediamo a stretto giro se vorrà legarsi alla Lazio così come voleva farlo prima della fine del mercato. Ne approfitto poi per fare un appello a tutti. Credo che sia giunto il momento di abbassare tutti i toni, parto probabilmente dal sottoscritto. Si è venuto a creare un clima non bello, che per la verità si respira all’esterno del nostro ambito lavorativo. I nuovi, lo avete sentito, hanno parlato in termini positivi del loro ambiente e dello spogliatoio, del rapporto con l’allenatore. Con noi, che siamo tutti i giorni insieme a loro. Non è vero ciò che a volte mi viene riferito, di discussioni e a volte anche violenze pur non sapendo di quale genere. Noi come parte tecnica del quale sono il responsabile abbiamo fatto un blocco, ci siamo isolati per quello che è il nostro compito, quello che dobbiamo fare. Ritengo sia giunto il momento che ognuno per la propria parte riporti il tutto su binari di serenità. Non nascondo che probabilmente ci abbiamo messo anche del nostro, anche sì. Ma credetemi, io non voglio fare il capo popolo. Io sono uno del popolo e non prendo in giro nessuno, dico sempre ciò che rispecchia la realtà e i fatti, non dicerie e millanterie. Prendiamo il caso Romagnoli. Ne ho sentite di tutti i colori, per i quali poi mi riserverò di adire a vie legali proprio per difendere la Lazio e l’onorabilità dei suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione di professionisti o impiegati che operano giorno e notte per il bene. Se ci riesce o meno è un altro discorso. Chi vi parla viene da un anno tremendo, provato da vicende famigliari, ma non ha mai fatto mancare supporto a giocatori e staff. È brutto dirlo, ma il giorno in cui mi nipote si toglie un rene per un male, purtroppo io non c’ero. Ero qui per lavorare al servizio della Lazio. Poi si può discutere sulla qualità, ma lo dirà il tempo. Da qualche anno a questa parte ho gettato le basi per far sì che chi mi succederà possa coltivare le ambizioni che ogni squadra deve avere con basi solide. Ed è una cosa che io non ho trovato, ho dovuto rifondare tutto. Dal settore giovanile alla Women, fino a gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell’Olimpico. Sono una persona seria, coerente, umile. Vi chiedo scusa se durante il mercato non ho risposto: non sono uno di quegli agenti che fa la corsa a dare la notizia, perché a volte significa bruciare l’operazione. E molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupolo a guadagnare soldi. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che abbia denunciato mediatori o presunti tali che volevano recare un danno al mondo Lazio, inteso anche come singolo tifoso, anche chi tifa senza mai essere venuto allo stadio. Questo è il rispetto che devo portare al mondo Lazio, non le chiacchiere. Non facendomi bello perché ho fatto 60-70 milioni di plusvalenze con giocatori acquistati poco meno di due anni fa e messi sul mercato non da Lotito o dal sottoscritto. Non sono abituato a nascondermi dietro la società, ho sempre ‘imposto’ le mie idee che nel bene e nel male negli anni hanno prodotto qualcosa di positivo. Mi dispiace quando mi vengono a dire che Massimo Piscedda ritiene i direttori sportivi dei maggiordomi. Se il senso è servire persone a tavola neanche mi dispiacerebbe: sono umile a differenza sua. Certe cose, caro Massimo, vieni le a dire in faccia: cosa pensavate tutti voi? Che io ero un servo sciocco dei procuratori o degli amici degli amici? Sono al servizio della Lazio e della sua comunità. Sono disposto caro Massimo, così come caro Luciano Moggi, a fare un confronto pubblico. Troppo comodo e facile, come sto facendo io ora, parlare senza contraddittorio. Ma sono stato tirato per la giacchetta. A questi cantastorie, se vogliono un confronto pubblico mi chiamassero. Poi dirò a Luciano Moggi che i libri non si scrivono dicendo cazzate, ma la verità. Che è diversa, perché l’ho vissuta a 360 gradi. E a Massimo dico di azionare il cervello prima di parlare, non dire stupidagini e non fare il capopopolo. Non è corretto. Aver fatto 60 partite in Serie A non dà il diritto di avere la verità assoluta. Devo ringraziare oggi pubblicamente Romagnoli, l’unico ad aver usato il buon senso. Non credo che Romagnoli abbia rifiutato il trasferimento perché non sapeva, sono convinto che lo abbia fatto per considerazioni personali. Se lo ha fatto per questione di principio gli fa ancora più onore. Ma quei signori che a vario titolo si sono messi in questa vicenda debbono sapere che non si sono comportati bene e forse hanno mentito a Romagnoli circa i dettagli. Questi signori, che risponderanno, tra cui Raiola, dovranno spiegarlo davanti a un magistrato se erano o meno al corrente delle condizioni che loro ci avevano imposto. Io posso dimostrare con mail e messaggi. Loro dimostrano soltanto di essere ignoranti e arroganti che si permettono di dire che alle 20:00 qui non c’era nessuno. Ho detto che non sono stato in ospedale da mio nipote e me ne vergogno. Questi soggetti che pensano che la Lazio sia la vigna dei coglioni non passeranno finché c’è il sottoscritto. Qui serve coerenza da tutti: Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori, inservienti, reparto medico. Non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e pensare sia sufficiente. Bisogna mettersi in testa che la Lazio è di tutti. C’è un attuale presidente che la governa, bene o male non lo so e non mi interessa. Io so quello che faccio io, la Lazio è un patrimonio di tifosi e città. E una bacchettata gliela voglio dare al mio amico Claudio Lotito: caro presidente, se si è venuta a creare questa cosa è pechè con la tua generosità negli anni hai concesso che i tuoi collaboratori ti raccontassero verità diverse. Non parlo male delle persone, ma mi sono itovato a gestire una situazione al limite. Ed è la sacrosanta verità. Faccio questo per passione e non per soldi. In Serie C prendono più di me. Posso dire con onestà di farlo per amore, passione e dedizione. E non prendo per il culo nessuno. Smettiamola col fare i capopopoli. Il tifoso capisce e sa. Il popolo oggi ti porta in cielo, ma come si accorge che lo stai prendendo per il culo lascia. Spero che questo messaggio arrivi ai mercanti interni ed esterni. Fino a quando ci saràFabiani nessuno si approfitterà della Lazio in termini di sfruttamento”.
Qual è oggi la dimensione vera della Lazio?
“La costituzione consente a tutti di manifestare in piazza, massimo rispetto. Ma il tema è a monte: per avere ambizioni servono basi solide, non solo di denaro. La Lazio ha fatto molte plusvalenze, è vero, Castellanos l’ho venduto a 30 e pagato 15, GuENDOZUI stesso discorso. Ci sono anche gli ammortamenti. Ma anche un discorso che va avanti da anni e anni. Non so quanto avrò voglia di continuare, ma non tutte le responsaiblità sono di Lotito. E quando c’è da incazzarsi con lui lo faccio. Non mi ha mai imposto nula, sta nell’onestà di chi lavora agire per il bene superiore. Sì, abbiamo incassato 60 e investito 20, 40 messi in tasca? Non è così, ci sono ancora quote da pagare. Ma quando dico che servono basi solide partendo da zero servono queste operazioni. L’Atalanta ha fatto 600 milioni di plusvalenze partendo da zero. Il Como è partito dalla B e oggi si toglie soddisfazioni in Serie A. Questo è quello che ho inteso fare ma in accordo con tutti. I periodi passano, la storia va avanti. Per dare qualcosa di importante c’è da ricostruire e serve tempo, a volte anche privarsi dei giocatori e reinvestire. Oggi con l’avvento dei fondi non si capisce nulla. La Lazio ha ottima salute economica oggi. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi in Europa. Poi perdi con il Lecce, rimani fuori, ma non si dica che non c’è programmazione. Baroni giocava in un modo, certo, poi siamo riandati su Sarri che è stimatissimo da me e Lotito e ha il suo credo, abbiamo dovuto rimescolare situazioni. Alcuni giocatori non sono funzionali e serve tempo per sostituirli. Ma il mercato non è come un supermercato. C’è da programmare ed è quello che sto facendo. Noslin, Tavares, Rovella e altri ci vengono richiesti e li ho bloccati. Ma ci sono anche gicoatori qui da 4-5 anni e hanno un contratto, e il loro costo conta. Quando si parla servono dati oggettivi. Molta gente non sa come funziona una società, apre bocca e gli dà fiato. Se volete vi faccio vedere i contratti firmati con la squadra dove doveva andare Romagnoli, avevo forzato io andando contro anche il comunicato dopo aver parlato con Lotito. Se non è andata in porto questa operazione non è colpa di Romagnoli, Lotito e Fabiani. Qualcuno ne rispinderà di fronte a un agistrato. Bastava una firma, ma se a Romagnoli chi fa l’operazione non gli dice come stanno le cose… lui ha detto no per principio e gli fa onore. Non ci sono scazzottate ma solo sorrisi”.
Tutte queste interruzioni dove possono portare? Perché Guendouzi non è stato sostituito?
“Sono punti di vista, poi giuicherà il campo. Ma quando va via lui, e io ho un grandissimo rapporto con lui, diventa un discepolo di Maria Goretti. Quando però sta dentro la Lazio è uno scassacazzi. Si fa buttar fuori, fa come gli pare. Quello non è obiettività: è andato via perché lo ha voluto lui e non trattengo nessuno. È vero, ci sono state parecchie interruzioni. Ma va visto chi ha spento l’interruttore. Io avevo puntato su Baroni, che aveva due anni di contratto. Mai una discussione con lui, ma a fine anno prima del Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Non ho spinto io il bottone. Poi quello che si dice e si può dire lascia il tempo che trova. Si è dovuto ripartire, sai quante altre volte accadrà? A volte ci sono altre esigenze. Sono andato io a casa di Sarri a prenderlo.Sapevamo e so che c’è una squadra per lui da costruire ma serve pazienza. Ha u contratto di tre anni e se li merita, servono pazienza e fiducia”.
Il fatto che non si guardi fuori da Formello è un problema?
“Ho colto la profondità della domanda. Sarebbe essere arroganti chiudersi qua senza pensare all’esterno, non è quello che ho detto. Ho detto il contrario. Le petizioni? La costituzione garantisce da manifestare in piazza, dissentire. Ma anche che poi serve un grado di capire fino i n fondo come stanno le cose. Dobbiamo essere i primi a a fare autocritica. Mi verrebbe di proporre una class action tra tifosi, stampa e addetti ai lavori per discutere delle problematiche reali, di un contributo costruttivo. Le regole federali impediscono determinati rapporti. Ma forse è il momento di sederci intorno a un tavolo per discutere di questo malessere non malessere. L’obiettivo è il bene superiore, ossia la Lazio”.
C’è un risultato sportivo che la deluderebbe a tal punto da fare un paso indietro? Cosa intende per stagine fallimentare?
“Non è la classifica il punto. Io la Serie A non l’ho fatta solo a Salerno o alla Lazio. Anche a Messina, arrivai ottavo. Non era certo il Real Madrid. Eppure la lascia, perché non avevo più stimoli. Io il mio lavoro lo devo valutare da solo per essere a posto con la coscienza. Quando mi sono fatto carico di questa responsabilità togli pochi gicoatori non avevo chissò che patrimonio. Poi con il lavoro fatto giorno e notte sono arrivato a 250-300 milioni di patrimonio. Quello mi dà la forza di dire che la strada è giusta. Serve stabilità. Se sbaglio voglio sbagliare io. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, a voltee sbagliamo anche noi ma serve che tutti conoscano l’istituto delle scuse”.
Cosa ha spinto anche Sarri a dire che qui sembra sempre l’anno zero? Baroni arrivava a Roma con un curriculum non eccezionale, cosa lo spinge a fine anno ad andare via per andare al Torino? Romagnoli è giusto rinunciare a un trasferimento se non ci sono margini di rinnovo?
“Apprezzo il principio di Romagnoli. Ci sono prove documentali dell’operazione. Romagnoli per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non perchè gli ho imposto di rinunciare. Vecino ad esempio è andato via prendendo fino all’ultimo giorno. Ma se chi stava facendo l’operazione ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte e io da 1,5 ddi prestito lo porto a 1 milion, da 6,5 di obbligo di riscatto lo porto a 6 milioni, significa che avete parlato con Romagnoli. E se non gli avete detto nulla avete sbagliato voi. Quando faccio le cose le faccio sempre con cognizione di causa. Mandas è venuto da me piangendo, sono stati i procuratori a dire che avrebbero rinunciato alle commissioni e il gicoatore alle mensilità pur di andar via. Baroni? Avevo pensato a fare un progetto con lui, l’ho incontrato spesso sui campi in carriera. Ricorderete il baronismo. Poi si è rotto qualcosa, non mi ha mai detto i motivi. Ma il giorno prima di Lecce me lo comunica chiedendomi di non dirlo a nessuno. Gli incidenti di percorso ci sono, ma non è sempre colpa della societò. Si è ripartiti con Sarri dove andava fatto. Serviva un Raspadori? Abbiamo preso maldini. Loftus-cheek è nella denuncia che ho fatto. Samardzic anche. Sono andato ai Carabinieri per difendere la mia onorabilità? No, l'ho fatto per difendere la Lazio. Fare mercato oggi è quasi impossibile, le cose si fanno solo se mantieni il segreto. Appena esce il nome ci sono 5-10 gruppi che si muovono per fare le operazioni”.
Vedremo il vero Romagnoli? Sarri ha parlato di permanenza fino a giugno, pensa che sarà ancora l'allenatore della Lazio? C'è qualche operazione che avrebbe voluto portare a termine e non è riuscita?
“Romagnoli è centratissimo, è un ragazzo estremamente intelligente e quando abbiamo parlato con Romagnoli la delusione traspariva. Mi ha detto che non sapeva questa cosa, Romagnoli si è allenato anche quando la squadra aveva due giorni di riposo. Alessio è un protagonista serio. Mi auguro che Sarri sia ancora l'allenatore della Lazio da luglio. Io lo chiamo il toscanaccio, ci prendiamo in giro e ci facciamo delle risate, il mister è un uomo dalla battuta facile e bisogna saperlo decodificare. Ho la certezza che lui sia attaccato a questa società, poi sicuramente è un brontolone. Se parlo di Van Basten o Castellanos, è normale che qualsiasi allenatore voglia Van Basten, ma guai se non fosse così brontolone. Ben venga un allenatore che ti stimola così, Sarri viene dai campi sterrati come il sottoscritto. Viva dio che è un brontolone e rappresenta una garanzia per tutti i tifosi, tutta questa vicenda è un motivo di orgoglio per tutta la società. Lasciamo perdere la battuta, è un brontolone. Sentivo Conte dire che fa questo per passione e non per soldi, è un altro burlone. È un ragazzo straordinario, ma a volte non conta ciò che si dice, ma ciò che si pensa. Sono estremamente convinto che Maurizio vuole onorare il contratto e dare continuità al progetto. Non credo che la Lazio si sia indebolita nella maniera più assoluta, la Lazio ha inserito ottimi elementi. Questo è il 64esimo mercato che faccio, c'è sempre qualcosa che lascia l'amaro in bocca. Voleva venire un ragazzo del Lille, ma purtroppo non c'è stata la possibilità di fare l'operazione. L'importante è non fare marchette, qua non si fanno marchette ma si prendono solo giocatori funzionali. Prendiamo il caso di Przyborek, è un ragazzo di prospettiva e speriamo non si guasti nel crescere. Tutto quello che andiamo a fare lo facciamo in buona fede. Poi saranno i risultati a dire se hai sbagliato o meno".
Qual è la situazione con Basic?
"Basic e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto, Marusic ha accettato e firmato seduta stante. Basic ha preso qualche giorno per valutare le condizioni contrattuali, nel frattempo si prendono altri impegni per cui si è andati avanti con altri impegni. Basic non è un problema al pari di Pedro e Vecino che erano in scadenza lo scorso anno, a tempo debito si valuterà il futuro di Basic. Quando parlo di esigenze parlo di una visione totale e di un discorso di numeri".
Ha pensato alle dimissioni? Cosa farà dopo la scadenza nel 2027? Come mai ha preso Sarri se poi si è dovuto tirare fuori dal mercato?
“Stai dicendo che tutto questo disastro lo ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l'ha creata Fabiani, quando parli devi pesare le parole. Ha detto che dal suo avvento, dal mio avvento siamo arrivati settimi entrando in Europa e l'anno dopo il settimo posto non è bastato. Hysaj non l'ha portato Fabiani, Gigot è l'unico che ha portato Fabiani. Viene fatto passare un messaggio sbagliato, se poi devo prendermi le mie responsabilità io lo faccio ma non sono nato ieri. Dal mio avvento si vede cosa ha fatto la Primavera e la femminile, come è stata risolta una questione che era al limite. Lei ragiona male, vada a scuola di giornalismo”.
La gente non va più allo stadio, c'è un motivo o un vostro errore per cui si è arrivato a tutto questo?
“Io ho premesso una cosa, io intanto ho un ruolo ben preciso che è quello tecnico. Ho detto anche che forse è arrivato il momento di abbassare tutti i toni, ci possiamo sedere tutti intorno a un tavolo per vedere anche questo aspetto. Non si può dire che qui c'è qualcuno che ha la ragione assoluta e qualcuno che ha il torto assoluto, non voglio entrare in questo meccanismo. Mi farò promotore con Lotito di questa proposta, penso ci sia tutta la volontà di arrivare a una risoluzione. Non so quale questa possa essere. Io quello che so è che questa situazione non piaccia a nessuno, penso anche al presidente Lotito. Cerchiamo tutti quanti di prenderci le responsabilità e ricompattare per trovare un punto d'incontro”.
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