cittaceleste news RIVIVI IL LIVE | Fabiani: “Ora denuncio. La Lazio non è la vigna dei coglioni”

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RIVIVI IL LIVE | Fabiani: “Ora denuncio. La Lazio non è la vigna dei coglioni”

Fabiani
Il direttore sportivo biancoceleste prende la parola a margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Taylor e Ratkov
Michele Cerrotta

A margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Kenneth Taylor e Petar Ratkov risponde alle domande dei giornalisti presenti anche Angelo Fabiani. Segui le parole del direttore sportivo della Lazio con la diretta scritta di Cittaceleste.it.

Noi con Sarri viviamo ogni giorno a stretto contatto, non serve fare polemica. Bisogna che ci sia senso di collaborazione, altrimenti viene fuori una cosa poco attinente alla realtà. Guai a chi ce lo tocca Sarri, siamo intenti di lui. L’abbiamo scelto io e il presidente. Quando Baroni ci ha detto di andar via, e ancora non capisco il motivo, la prima cosa che ha detto il presidente è stata Sarri. Io ho preso e sono partito. Oggi si vuole sempre mettere la società contro Sarri, ma non è così. Se poi fa una battuta è un altro discorso: volete che Sarri non conosca i giocatori? Se per motivi vari il primo della lista non viene non prendiamo nessuno? Togliamoci dalla testa la diatriba continua.

Con tutto il rispetto per la carta stampata, Sarri rappresenta il nostro punto di riferimento e il nostro condottiero. Quando ha dato le dimissioni per motivi personali la società si è comportata benissimo con lui perché lo merita. Ed è stato il primo allenatore contattato dopo l’era Baroni. Questo la dice lunga sulla sintonia tra società e allenatore. Poi si entra in un concetto diverso di battute, ma non significa che non ci sia armonia. Io capisco che c’è un lavoro da fare da parte vostra, ma voglio sottolineare che al di là di quello che si dice c’è piena sintonia. Io non posso prevedere il futuro, ma giudico quello che accade. Sarri è un punto di riferimento e per noi è motivo di orgoglio. Qui sta pasando che c’è una frattura, e non è vero. Se in conversazioni private tra un giornalista e un rappresentate della società si fanno disquisizioni, dovrebbero rimanere nell’ambito del privato.

Sono da 32 anni nel calcio, tutti gli allenatori vogliono il meglio del meglio e lo vorremmo anche noi. Ma a volte ci sono situazioni che non vanno in porto e non sempre per volere della società. Noi abbiamo parlato un mese fa con Raspadori, anche Sarri lo ha fatto. Ma se poi sceglie di andare altrove vogliamo dimostrare di poter fare calcio anche senza un ottimo calciatore come lui. Toth era sconosciuto a entrambi, poi una volta benedetto anche dal nostro mister diventa da Chelsea. Gli auguro il meglio, ma non si può dire che non l’abbiamo trattato. Anzi, vi dico che breve presenterò una denuncia presso la procura della Repubblica per fatti strani accaduti nella trattativa Taylor. Io non sono ricattabile e non faccio parte di gruppetti. Su Taylor c’è stato qualcosa di davvero grave, vedrete che personalmente depositerò una denuncia alla procura della Repubblica e alla federazione.

È ora di farla finita che si inseriscano una miriade di personaggi anche non appartenenti all’ordinamento sportivo per trarne profitto. Io non sono ricattabile, andrò avanti per la mia squadra. La Lazio, finché ci sarò io e avrò la fiducia della famiglia Lotito, non è la vigna dei coglioni. Non sono ricattabile. È un sistema che non funziona più, una volta si giocava in borsa oggi si fa nel mondo del calcio. Alla mia età posso anche andare in pensione e chi fa sporci giochi qui alla Lazio con me non passa. Alla firma di Taylor mi sono sentito orgoglioso di rappresentare la famiglia Lazio e ci hanno provato in molti a ostacolarci. Ho tutto: messaggi, dichiarazioni. Basta sperperare denaro: chi è quotato 10-12 milioni non può schizzare a 20-25. Ora il bubbone lo faccio scoppiare io. Stiamo tutti calmi, sappiate che per quanto ci riguarda qui si sta insieme e si vive insieme. A oggi Sarri è il nostro allenatore e guai a chi ce lo tocca. Poi qualche volta qualche bizza allo stalliere del re va fatta passare, ma non significa che non gli vogliamo bene e lui lo sa”.