Il tecnico biancoceleste interviene in conferenza stampa da Formello alla vigilia della partita contro i biancorossi per presentare la sfida
Lazio, Gattuso vince il Premio Colalucci. Le parole all'evento
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Il tecnico biancoceleste, Gennaro Gattuso, interviene in conferenza stampa alla vigilia della gara di campionato contro il Monza. Segui la diretta scritta di Cittaceleste.it.
Bilancio di questa sosta? Che si aspetta domani dalla sua squadra?
"Che siamo belli svegli, che non facciamo sorprendere, perchè giochiamo con una squadra con grande coraggio. Bisogna essere pronti, ci vuole umiltà, sembra una partita facile, ma non sarà così: ci vuole una grande Lazio. Una sosta particolare: si sono riposati, qualcuno è tornato dalla nazionale gasato con minutaggio nelle gambe. Li ho visti bene dentro all'intensità che cerchiamo, sono contento per come sono tornati e per come si sono allenati".
Condizioni di Pinamonti?
"Come ho già detto a Venezia le decisioni stanno a me. Lui e gli altri, tutti devono stare tranquilli, faccio di tutto per far girare la squadra. C'è bisogno di tutti, poi sta a me scegliere. Sono contento per come si sta allenando, per come sta migliorando. Deve continuare così, questo vale per tutti gli altri".
Come sta Provstgaard? E Pellegrini?
"Vediamo domani. Sta bene, ha il fisico da iron man. Gli piace lavorare,ha quasi 2mila minuti di campo, sta bene e si è allenato. Va a mille all'ora come tutti gli altri. Il discorso di Pellegrini è semplice: io parlo con tutti. Luca conosce le dinamiche societarie, vediamo che succederà. Il club sa il mio pensiero, fin quando sono qui bisogna trattarli da professionisti e trattarli bene. Lui non è mai stato fuori rosa, si è sempre messo a disposizione, ha fatto le amichevoli. Capisce che qualcuno deve stare fuori visto che abbiamo tre terzini sinistri. Per me al 100% è un giocatore della Lazio, poi sta alla società".
La crescita della Lazio avviene attraverso un palleggio migliore?
"Secondo me è l'opposto: se si palleggia e non si guarda avanti rischi che ti rubino palla. Dobbiamo guardare in avanti, del possesso palla non mi interessa. Dobbiamo riuscire quando rubiamo palla, volendo fare una pressione ultra-offensiva, a guardare avanti".
In cosa può migliorare la Lazio? Si affiderà ai Nazionali oppure a coloro che si sono riposati?
"Sono le preoccupazioni che abbiamo quando ci confrontiamo. Si va sempre alla ricerca di cambiare il meno possibile, di andare sulle certezze. Dobbiamo rimanere in partita senza subire l'evento. A Venezia è accaduto questo: un primo tempo di grandissima sofferenza, ma nel secondo tempo siamo rientrati in gara e siamo migliorati. Contro il Milan, dopo il 2-2, ho pensato finisse in tragedia, invece siamo stati bravi a recuperarla".
Contro il Monza occorrerà più equilibrio?
"Ora vogliamo giocare in un certo modo. Se vogliamo fare certe cose, devono essere fatte al 100%. Sicuramente è una partita in cui bisogna essere svegli a livello mentale, sapere che giocate dovremo fare. Loro sono aggressivi e non hanno paura. Dovremo avere coraggio e sapere come fare male. Il primo posto è riduttivo, non guardo la classifica. Pensiamo soltanto al Monza, poi vedremo. Non ho le vertigini: occorre umiltà e la voglia di continuare a sorprendere".
Nuno Tavares? Ci sono altri calciatori dello stesso tipo oltre a lui?
"L'ho detta in maniera diverso: ho detto che io odio le persone lavative, le persone che hanno grandissimo talento e pensano che non si può migliorare. Ho conosciuto tantissimi campioni, ho giocato con otto palloni d'oro nella mia carriera, posso assicurare che la differenza la fanno l'umiltà e il lavoro. Ho visto tanti giocatori che hanno grandissimo talento ma che stanno sempre là a fare il compitino, e per me è difficile, perchè per me questo è uno spreco. Nello sport il lavoro paga sempre. Se siamo lì in classifica è merito di questi ragazzi, ma bisogna continuare a pedalare. Stiamo provando a fare qualcosa di nuovo e vedo entusiasmo, vedo voglia, so che si fa fatica e certe volte vedo facce affaticate. Però i ragazzi hanno capito che se vogliamo giocare cosi c'è solo una strada, ed è quella del lavoro e di andare forte".
Frattesi ha detto che per Lei farebbe Milano-Roma a piedi. Che ne pensa?
"Io sono uno molto diretto, con Davide ricordo bene quello che ci siamo detti quando ero ct. Sono stato diretto, non mi sentivo a posto con me stesso se non andavo diretto con lui. Le caratteristiche di Davide le conosciamo tutti, però per un periodo si era smarrito e forse seduto un po'. Poi sono venuto qua, ci siamo sentiti, l'ho spinto di fare la scelta, ma non era obbligatorio venire qua. Lo faccio con tutti i miei giocatori, è da un pò di anni che alleno, e devo dire che ho sempre avuto un bellissimo rapporto i miei ex giocatori. Io posso avere un problema con i giocatori, ma il giorno dopo per me è finito tutto. Non porto rancore, anzi, e se vedo che dall'altra parte c'è onestà e intelligenza mi piace come cosa. Dopo è normale, ho un difetto, voglio che quando si scende in campo si facciano le cose come si deve. Dopo, se uno non ha voglia preferisco non vederlo in campo, me lo dice e gli do riposo. Chi mi conosce, chi mi frequenta, se ne accorge subito come sono fatto".
Su cosa ha spinto maggiormente in questa sosta?
"È stato facile, perchè li abbiamo fatti lavorare tanto e forte, gli ho dato cinque giorni di riposo perché abbiamo spinto tanto ed è stato giusto stare con le loro famiglie, tranne Cancellieri che l'ha combinata, è stato sfortunato. Ho adottato questo sistema: gli davo i contentini, poi tornavano e li ammazzavamo a livello lavorativo, e dopo recuperavano".
Il punto sugli infortunati?
"Non faccio il dottore, l'abbiamo organizzato di fare uscire il comunicato. Penso che la cosa migliore che venga il dottore un giorno e spiega le dinamiche come stanno proseguendo. Con Marusic c'era la speranza di riuscire a recuperarlo un pò prima, ci sono state piccole problematiche. Per il resto siamo sulla strada in cui dovevamo andare. Cataldi è da 5-6 giorni che si allena con la squadra".
Su Gudmundsson?
"Ripeto, non faccio il dottore. L'idea è che in questo momento per 10-12 giorni deve rimanere fermo con il tutore e il braccio deve rimanere bloccato".
Quali saranno le scelte per l'attacco per domani?
"Partono i migliori tre. Dopo a partita in corsa vediamo quello che succederà".
Questione Pellegrini: ne parlerà con la società?
"La società sa quello che penso. Noi abbiamo due posti che possiamo mettere in lista".
Con la società si è affrontato il tema del possibile innesto di un altro svincolato con un eventuale mercato bloccato a gennaio?
"Io parlo tutti i giorni con il direttore sportivo. Con il presidente parlo poco di calcio. Bisogna capire a livello umano e calcistico, ci sono tanti aspetti. Questo è un gruppo che lavora, sta bene insieme, ci segue. Bisogna essere molto bravi a non commettere errori, io credo fortemente in questo. Dopo è normale, dipende da cosa ci offre il mercato e cosa si può fare. Però l'importante è che a livello umano non sbagliamo nulla".
Con il presidente ha parlato della questione tifosi?
"No perchè io non posso parlare del problema tifosi, sinceramente diventa anche stucchevole parlare sempre delle stesse cose. Io posso fare poco, meno ne parlo e meglio è, perchè poi si si va a toccare argomenti difficili, qualsiasi cosa si dice al mondo d'oggi viene strumentalizzato. Per me è una pena giocare in uno stadio come l'Olimpico senza i nostri tifosi. Da oggi non parlerò più di questa cosa".
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