A Formello va in scena la conferenza stampa di presentazione del progetto per lo Stadio Flaminio ed a rispondere alle domande dei giornalisti ci hanno pensato le personalità che hanno lavorato alla sua elaborazione. Segui le loro parole con la diretta scritta di Cittaceleste.it.
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Lazio, l’intervento delle personalità che hanno partecipato al progetto Flaminio
Prende la parola il Professore Domenico D'Olimpio.
"Ringrazio il Centro Focus di Sapienza che ha portato avanti la ricerca. Abbiamo definito delle strategie di intervento finalizzate a garantire la massima compatibilità della trasformazione urbana. Hanno preso parti esperti, perché c'era necessità di considerare molti fattori. Siamo partiti da un concetto di fondo: quello di fare un'operazione che coinvolga l'intero settore urbano nell'ottica di una rivitalizzazione. Abbiamo fatto un'analisi delle criticità ambientali e li abbiamo declinati in quattro punti: il congestionamento della zona quando ci sono gli eventi allo Stadio Olimpico. Con le strategie che abbiamo messo in gioco lo andiamo a risolvere. La situazione del traffico diventa ingestibile e con disagi per i residenti. È un problema attuale e lo andremo a risolvere. La seconda è la presenza di ambiti e zone degradate che spesso sono associate a condizioni di degrado sociale. Poi ci sono le precarie condizioni della vegetazione. Specie vegetali infestanti si sono radicate spontaneamente. Infine, c'è il problema della qualità dell'aria. La centralina di Corso di Francia ci dice che è critica. È un problema attuale e noi abbiamo l'obiettivo di risolverlo. Per risolverli utilizzeremo: la delocalizzazione dei parcheggi. Nel nostro obiettivo c'è quello di portare il problema dei parcheggi fuori dal centro abitato e abbiamo individuato la zona di Tor di Quinto. Pullman e automobili non procederanno verso il centro abitato, ma ci sarà un servizio di navetta che porterà la gente allo stadio in 6 minuti. Incentiveremo anche l'utilizzo del trasporto pubblico e tutti i mezzi che si trovano nella zona dei 15 minuti dal Flaminio verranno potenziati. Negli obiettivi dell'amministrazione pubblica c'è anche l'ampliamento della linea della metro C, che porterà allo stadio. Un altro fattore da considerare e la mobilità dolce (pedonale e ciclabile), ma anche chi arriverà tramite motociclo potrà accedere e trovare parcheggio nelle adiacenze dell'impianto. Dalla rifunzionalizzazione del Flaminio ci si aspetta un miglioramento netto della qualità ambientale ed un contributo decisivo al tema della sostenibilità ambientale".
Prende la parola Roberto De Lieto Vollaro.
"Lo stadio porterà chiaramente a vivere energicamente lo stadio 365 giorni l'anno ed a fornire e consumare energia sia per lo stadio che per la comunità. L'energia che sarà prodotta per la comunità corrisponde a circa 1135 pali di illuminazione pubblica. Eviteremo impianti a combustione e utilizzeremo impianti a pompa di calore ad alta efficienza per evitare di produrre tonnellate di co2. Sempre nell'ottica dell'impiantistica si è cercato di fornire centraline di monitoraggio microclimatico, con sistema di controllo. Per quanto riguarda l'impianto fotovoltaico si era pensato di utilizzare batterie di auto second life per l'accumulo di energia. Questo prototipo è già stato utilizzato all'Amsterdam Arena. Abbiamo cercato di usare energie innovative per lo Stadio Flaminio, facendo vivere lo stadio energicamente 365 giorni all'anno".
Prende la parola l'archietteto Marco Casamonti.
"Ogni progetto ruota intorno a concetti principali. Qui sono responsabilità, rispetto e visione. Responsabilità: la Lazio e il presidente Lotito potevano scegliere qualsiasi altro luogo, ma la scelta del Flaminio significa di assumersi la responsabilità di restaurare un edificio che esiste e di lavorare su un monumento. Rispetto: rispetto degli abitanti circostanti e del monumento. Visione: quando il presidente ci ha chiamati abbiamo pensato a rispetto e responsabilità. Abbiamo analizzato gli schizzi di Nervi e quelli del successivo ampliamento. Siamo partiti da qui per creare un sistema di cavalletti che regga un secondo stadio sopra all'opera originale costruito in acciaio. Possiamo raggiungere quella leggerezza soltanto utilizzando un materiale e tecnologiche più avanzate. Ci sono 92 cavalletti che sorreggono il catino dello stadio. Noi, muovendoci a raggiera, usiamo un passo doppio. Ne immaginiamo 46 sopra per aumentarne la capienza. In origine lo stadio aveva 40mila posti, quella attuale è di 20mila. Noi porteremo altri 30mila posti nella parte in acciaio. Un altro elemento importante è il fatto che la copertura integrale dello stadio consente di preservare l'opera di Nervi. Il cemento armato ha una durata che non supera gli 80 o 90 anni, quindi dobbiamo coprire l'opera originale. La copertura è un atto di rispetto per i tifosi ma anche per l'opera precedente. Quando lo abbiamo detto a Lotito è sobbalzato, ma è l'unica possibilità fare uno stadio sopra uno stadio. Abbiamo insistito per uno stadio che viva 365 giorni all'anno e che sarà al servizio del quartiere con bar, ristoranti e negozi. Lo stesso vale per la parte energetica con pannelli fotovoltaici sulla copertura dello stadio. Penso che sarà un'opera di design straordinaria e l'intera Italia ne sarà orgogliosa. Dal punto di vista della tipologia di intervento possiamo paragonarlo a San Siro. Capienza? Il presidente Lotito aveva un'idea chiara: 50mila spettatori. Ci sarà un sistema di scale che porterà al secondo anello".
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