Le parole dell’ex agente che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato anche di alcune situazioni che coinvolgono i biancocelesti

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Lunga intervista sulle colonne della Gazzetta dello Sport per Carlo Pallavicino, ex procuratore coinvolto anche in alcune situazioni in casa Lazio. A partire dal ricordo delle trattative con Lotito: “Il tempo non esiste, si dilata e si annulla, non è mai regolare. Moggi ci dava appuntamenti e si presentava il giorno dopo, verso sera. Lotito ti lasciava per ore in attesa di presentarsi e travolgerti con i suoi monologhi. Provavi a farlo notare, presidente siamo qui da ore…balbettando un vago malumore, sperando di metterti nella posizione di vantaggio di chi aveva sprecato un giorno nell’attesa così da meritare qualcosa.

Goran Pandev

Ti rispondeva: 'Che cazzo vuoi, ero in Parlamento a lavorare per il Paese!!!! Con tre punti esclamativi, o anche quattro. Come i cellulari che teneva davanti, tutti accessi, tutti aperti. Gestiva quattro conversazioni contemporanee, come uno scacchista impegnato in una simultanea. E intanto parlava con noi di contratti. Capitava che si facesse ripetere qualche frase”. Infine anche un passaggio sulla vicenda Pandev: “Quando - in tribunale e grazie all’avvocato Grassani - liberammo Pandev, il miglior calciatore della Lazio di allora, costretto ad allenarsi da solo senza mai vedere il campo per mesi, fu un giorno bellissimo”.

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