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QDL – Sergio: “Con Sarri vedo un Lazzari alla Spinazzola”

redazionecittaceleste

Gabriele Podavini è uno dei due ospiti odierna di Quelli della Libertà, la trasmissione di Federico Terenzi e Stefano Benedetti in onda su Cittaceleste TV e Radiosei. Podavini ha ricordato il gol di Fiorini contro il Vicenza del 21 giugno 1987:...

Gabriele Podavini è uno dei due ospiti odierna di Quelli della Libertà, la trasmissione di Federico Terenzi e Stefano Benedetti in onda su Cittaceleste TV e Radiosei. Podavini ha ricordato il gol di Fiorini contro il Vicenza del 21 giugno 1987: "Devo ancora capire anch'io cosa sia accaduto quel giorno. L'emozione è ancora viva, ogni volta che me lo chiedono la spiego in modo diverso. Sono sensazioni che non si possono descrivere, vanno vissute, ti restano dentro per sempre. Quel boato dell'Olimpico fu incredibile, ogni volta che guardo le immagini mi emoziono, mi vengono le lacrime agli occhi. L'importanza di quel giorno fu sottolineato poi dagli spareggi. Con il trascorrere degli anni, mi rendo conto dell'importanza dell'avvenimento. Non ricordo cosa abbiamo fatto quella sera, penso che mi abbiano arrestato per vagabondaggio (ride, ndr). Lo stadio era stracolmo, 62 mila spettatori in serie B sono tantissimi. Sentivamo il respiro dei tifosi sugli spalti. Il fischio finale è stata un'apoteosi".

Raffaele Sergio - sempre ex Lazio - è l'altro ospite e si è pronunciato sui temi legati alla Lazio e alla Nazionale: "L'Italia sta andando molto molto bene. Mancini ha dato ordine e coraggio, ha trovato soprattutto un grandissimo centrocampo. Sono ragazzi giovani e bravi, garantiscono una base importante anche per i prossimi anni. Lazzari nel modulo di Sarri? Abbiamo visto Spinazzola in Nazionale, giocatore da 3-5-2, ma è stato bravo Mancini a crederci, a lavorarci. Una situazione simile può accadere anche con Lazzari nella nuova Lazio. Sarri è un tecnico che ha bisogno di tempo per cambiare modulo. Questo può essere un punto debole, bisogna essere in grado di avere pazienza. Se questo tempo viene dato, poi, diventa un crescendo".