Alle 13 avrà inizio la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti della Lazio: Frattesi, Šutalo, Pinamonti e Gudmundsson.
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Alle 13 avrà inizio la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti della Lazio: Davide Frattesi, Josip Šutalo, Andrea Pinamonti e Albert Gudmundsson. Segui con noi la diretta! Di seguito le parole di Davide Frattesi: "Ho iniziato da raccattapalle sotto la Sud però, ero vicino a Scamacca il 13 maggio. L'ho preso in giro. Mio padre è laziale, mi portava allo stadio. Sono stato diverse volte allo stadio in Tevere. Col mister c'è stato un rapporto iniziato tempo fa in Nazionale, poi si sono create delle dinamiche e non ci ho pensato tanto, avevo bisogno di un progetto così.
Sono sicuro della scelta, sono arrivato con tanto entusiasmo e aspettative. Arrivato ho trovato un gruppo importante, un centro sportivo dove si può lavorare bene. L'ultimo anno all'Inter sono stato male anche di testa. Me lo diceva la mia ragazza, i soldi non sono fondamentali, le cose importanti sono altre. Certo uno non guadagna 2 euro all'ora. Tutto quello che ho in banca per rivedere mia nonna per 5 minuti.
Cosa è andato male all'Inter? Di base ci sono calciatori forti a centrocampo, ad armi pari non è facilissimo. L'anno scorso venivo da un'operazione per ernia, la testa andava e le gambe no. Per rientrare prima mi sono stirato sull'adduttore, ho iniziato ad allenarmi bene a novembre e dicembre. Lì è tardi vista la concorrenza serrata. Difficile iniziare a dicembre, più che a inizio stagione. Penso di aver fatto infatti solo 3 gol in Coppa Italia.
Il mio obiettivo personale? Cercare di arrivare più in alto possibile. A livello individuale poi non mi importa tanto, perché se arriviamo quindicesimi dei record personali non me ne faccio niente. Spero di fare tanti gol e assist. Cambio di mentalità? La società ha un impianto all'avanguardia, addirittura c'è il dentista. Cose che magari all'Inter non c'erano. Non voglio arrivare e fare il messia ma cambiare le piccole cose conta tanto: se si punta su quelle diventano tante durante la settimana.
Ho sentito più il mister che la mia fidanzata? È tutto vero. Ha detto che mi veniva a prendere (ride, ndr). Mi ha spiegato la situazione, io sono un po' uno che cerca le cose "impossibili". Mi ha parlato della situazione un po' ammosciata qui, da riprendere. Io l'ho conosciuto pure come persona, a uno come il mister se c'è da dargli una mano bisogna farlo. Uno per cui si può andare in guerra.
La partenza di Romagnoli? La sua carriera parla per lui, anche extra campo si capiva perché fosse un punto di riferimento. Faceva parte della sponda dorsale. Vorrei essere un punto di riferimento per i ragazzi giovani, non è che arrivo qui e dopo tre settimane faccio il leader. Io spero di essere un esempio per i ragazzi, per il resto invece c'è Mattia (Zaccagni ndr) che è un ottimo capitano.
Mi aspettavo l'emozione dei tifosi? Forse un po' meno, ma magari hanno pensato alla bellezza del viaggio. Qualche amico mi ha massacrato, volevo bloccarlo. Credo sia stata una bella cosa. Ho bisogno di risentirmi importante, a Bologna ero a pezzi con una sola settimana di allenamenti. L'entusiasmo non va spento, per me è fondamentale per giocare bene a calcio.
Fidene? Sono stato ieri, mi sono mangiato un chilo di pizza (ride, ndr). Da piccolo ero già focalizzato e concentrato, poi ci vuole impegno e sacrificio. Uno si deve spendere bene, poi può andare bene o male, ma se si entra in questo gioco maledetto ti togli soddisfazioni incredibili per te e per la tua famiglia.
Da romano cosa posso portare? Ora mi prendono tutti in giro, dopo le ultime dichiarazioni mi mettono tutti il pane nei piatti. Proverà a portare un po' di cattiveria e sana ignoranza.
Volevo tornare a casa ma farlo così presto forse no. Ripeto, da quando è morta nonna sentivo il bisogno di tornare a casa. Dei soldi non ci faccio nulla, voglio stare di più con la famiglia e gli amici. Anche se è difficile, voglio godermi la vita un po' di più, sono andato via a 16 anni, tante cose le ho perse. Se si può recuperare un po' ben venga.
A Milano sento di aver lasciato qualcosa di bello anche con i tifosi. Per esempio, una volta Thuram mi disse all'Olimpico: "Ma qua è sempre così?". Gli ho detto di sì, che è qualcosa di incredibile. Per il resto è ancora presto, per noi e per gli avversari. Vedremo più avanti come andrà. Dobbiamo rimanere concentrati.
Europa? È un po' presto, servono banchi di prova più difficili. Non perché Genoa e Bologna siano inferiori, ma perché è agosto e nessuna squadra è al 100%. Vedremo più avanti, crescerenno gli avversari, cresceremo anche noi. Spero che la nostra condizione sarà meglio delle squadre che affronteremo (ride, ndr)."
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