cittaceleste news Rocchi: “Alla Lazio sarei rimasto a vita, non fui considerato e andai via”

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Rocchi: “Alla Lazio sarei rimasto a vita, non fui considerato e andai via”

Tommaso Rocchi
Le parole dell'ex attaccante biancoceleste sull'arrivo nella Capitale e sulla possibilità, poi sfumata, di chiudere la carriera alla Lazio
Riccardo Focolari Redattore 

Tommaso Rocchi, ex attaccante della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di "Centrocampo", podcast in onda su Youtube. Nel ripercorrere i momenti salienti della propria carriera, ha parlato del suo arrivo in biancoceleste e della possibilità, poi sfumata, di chiudere la carriera alla Lazio. Queste le sue parole: "L’ultimo giorno di mercato mi dissero di andare alla Lazio. Era arrivato questo nuovo proprietario, Lotito. Bisognava rincorrerlo all’interno dell’hotel del mercato, alla fine siamo riusciti a firmare il contratto.

L’impatto era diverso, è stato bello. Il mio obiettivo era di dimostrare e andò bene fin da subito. Il giorno che ho firmato penso di averlo visto un attimo.  È partito tutto da lì, non ci sono state trattative. Lotito? È una persona particolare. Ricordo che mi aveva soprannominato ‘il ghepardo’, mi ero fatto i colpi di sole. Diciamo che è una persone che piace e non piace, dipende dalle situazioni che si creano e dai modi di fare, che possono essere giusti o meno.

Lazio? Sarei rimasto a vita. Poi non si sono verificate determinate cose, io ero in scadenza di contratto e già dall’anno prima la società voleva ringiovanire la rosa. A gennaio non giocavo da sei mesi. La società, magari, pensava già a un mio futuro da dirigente, invece la mia volontà era quella di giocare. Io sarei rimasto anche un altro anno in più, anche perché avevo 34/35 anni, non 40. Ero stato chiaro. Vedendo che non c’era più quella considerazione, sono andato all’Inter.

Potevo andare già a luglio, ma volevo rimanere e chiudere la carriera lì. Ho rifiutato tante squadre e non ho mai preso in considerazione altre squadre, perché da capitano e dopo più di 100 gol volevo chiudere alla Lazio. C’è stato un confronto con Petkovic. Quell’anno erano arrivati Klose e Cissè, quindi la mia intenzione non era giocare sempre. Volevo essere preso in considerazione e giocare ogni tanto, ma quello non c’è stato. Avrei accettato di giocare poco ed essere una persona di riferimento. La non considerazione mi ha portato a dover cambiare, sennò a fine anno avrei smesso".