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Tommaso Rocchi, ex attaccante della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di "Centrocampo", podcast in onda su Youtube. Nel ripercorrere i momenti salienti della propria carriera, ha parlato del suo arrivo in biancoceleste e della possibilità, poi sfumata, di chiudere la carriera alla Lazio. Queste le sue parole: "L’ultimo giorno di mercato mi dissero di andare alla Lazio. Era arrivato questo nuovo proprietario, Lotito. Bisognava rincorrerlo all’interno dell’hotel del mercato, alla fine siamo riusciti a firmare il contratto.
L’impatto era diverso, è stato bello. Il mio obiettivo era di dimostrare e andò bene fin da subito. Il giorno che ho firmato penso di averlo visto un attimo. È partito tutto da lì, non ci sono state trattative. Lotito? È una persona particolare. Ricordo che mi aveva soprannominato ‘il ghepardo’, mi ero fatto i colpi di sole. Diciamo che è una persone che piace e non piace, dipende dalle situazioni che si creano e dai modi di fare, che possono essere giusti o meno.
Lazio? Sarei rimasto a vita. Poi non si sono verificate determinate cose, io ero in scadenza di contratto e già dall’anno prima la società voleva ringiovanire la rosa. A gennaio non giocavo da sei mesi. La società, magari, pensava già a un mio futuro da dirigente, invece la mia volontà era quella di giocare. Io sarei rimasto anche un altro anno in più, anche perché avevo 34/35 anni, non 40. Ero stato chiaro. Vedendo che non c’era più quella considerazione, sono andato all’Inter.
Potevo andare già a luglio, ma volevo rimanere e chiudere la carriera lì. Ho rifiutato tante squadre e non ho mai preso in considerazione altre squadre, perché da capitano e dopo più di 100 gol volevo chiudere alla Lazio. C’è stato un confronto con Petkovic. Quell’anno erano arrivati Klose e Cissè, quindi la mia intenzione non era giocare sempre. Volevo essere preso in considerazione e giocare ogni tanto, ma quello non c’è stato. Avrei accettato di giocare poco ed essere una persona di riferimento. La non considerazione mi ha portato a dover cambiare, sennò a fine anno avrei smesso".
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