Sarri e il futuro: "Allenerò altri 2-3 anni, poi penserò al mio territorio"
Torna a parlare Maurizio Sarri, dimissionario solamente un mese e mezzo fa dalla panchina della Lazio. Un periodo delicato quello affrontato dal tecnico, ora al centro di molte voci per quanto riguarda il futuro. " Ora vado a pranzo con i’ mi’babbo", risponde ai microfoni della Gazzetta dello Sport, quando gli si chiede della prossima avventura.
"Fra 2-3 anni smetto di allenare e mi occuperò di aiutare il mio territorio e le persone che se lo meritano per quello che hanno fatto negli anni”, confessa. E ancora: "Sono ancorato a Figline, sono cresciuto in piazza. Poi ho giocato nelle giovanili del Figline e cinque anni in prima squadra. Devo rendere grazie a chi mi ha cresciuto, gli allenatori e tutti coloro che hanno fatto parte della mia carriera. E oggi sono qui a prendere un caffè con il mio amico da sempre Valerio Pianigiani. Così come nei giorni scorsi mi sono fermato a un allenamento degli Under 12 locali e ho visto il calcio vero. Sono tornato a casa con un senso di contentezza".
Infine, un pensiero su Sacchi e un retroscena su Berlusconi e il Napoli: "Arrigo è uno dei pochi che ha cambiato il calcio. C’è un prima Sacchi e un dopo Sacchi nell’ultimo secolo. Se non fosse arrivato per me il no da parte di Berlusconi al Milan, non avrei mai allenato quel grande Napoli”.
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