Eccola, la dimostazione plastica di quello che sarebbe potuto essere. E di ciò che è già stato. Qualche smemorato se l'è scordato. Con una squadra fatta di alcuni buoni calciatori e di 2-3 elementi top, Sarri ti porta al secondo posto in classifica. E se ci scappa, batte pure il Bayern Monaco (quello che rifila 6 fischioni all'Atalanta) in Champions League. Ve lo ricordate? Sembra passata un'era. E invece è passato solo qualche anno. Maurizio è rimasto sempre lo stesso. Con qualche colpa addosso in più.
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Tutte le colpe di Maurizio Sarri
Quella di volere una Lazio che possa sognare (senza farmaci possibilmente) e non per forza vincere. Provarci, almeno. Una Lazio che possa fare mercato come una società di calcio del terzo millennio e che non sembri invece un'azienda di pulizie che deve decidere se dare un aumento o meno ai propri dipendenti. Eccole, le colpe di Maurizio. Che ieri s'è goduto l'abbraccio di un popolo intero. Alzando la sciarpa a due mani sotto la Nord. E che ha schiantato non un Milan senza obiettivi ma una squadra che si stava giocando lo scudetto. E che forse, per mano della Lazio, dovrà dirgli addio.
Sarri ieri sognava di allenare al Flaminio la Lazio. Oggi sembra invece arreso ad una dura realtà. Quella che vede uno straordinario Patric mediano, per una squadra smontata pezzo pezzo e che - indovinate un po' - il prossimo anno dovrà ripartire da zero. Ancora una volta. Alla faccia del progetto Feyenoord o altre idiozie simili. La Lazio naviga a vista, lo sanno tutti. Secondo "qualcuno" era pure allo sbando (amico mio!) ed i fatti parlano chiaro. Chissà che Maurizio non possa regalarci un'ennesimo colpo di scena. Quello di convincere il club che forse è giunto il momento di fare il salto di qualità. Dopo 21 anni, forse, è ora.
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