Le dichiarazioni del tecnico biancoceleste, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Venezia di Stroppa al Penzo

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Intervenuto in conferenza stampa da Formello, Gennaro Gattuso ha presentato la gara contro il Venezia di Stroppa al Penzo alla vigilia. Queste le sue parole:

Arriva il bello o il difficile? "Non dobbiamo essere presuntuosi. Dobbiamo essere bravi a continuare su questa strada, all'improvviso non si diventa tutti bravi. Ci vuole giudizio e mentalità. Domani ci aspetta una partita tosta, ti palleggiano in faccia e ti vengono a prendere uomo a uomo. Se siamo presuntuosi, a Venezia sarà molto difficile. La chiave è questa. Se siamo arrivati dove siamo arrivati è per la voglia di essere squadra, il famoso elmetto, il veleno. Commettere questo errore vorrebbe dire che c'è qualcosa che non va".

Gattuso

La squadra come si isola? "Dentro lo spogliatoio, in palestra o in campo non si parla di quello che non ci riguarda. Dobbiamo pensare solo a lavorare, a preparare la gara in un certo modo. Ci possiamo solo lamentare se per qualche mesi non arriva il salario, sennò no. Io leggo poco, i primi anni che ho fatto questo mestiere leggevo e ascoltavo, non mi portava nulla. Mi concentro sul lavoro, voglio trasmetterlo ai giocatori. Pensiamo alle nostre priorità e a fare le cose a mille all'ora. Non ho notato nulla, anzi, abbiamo ribadito l'importanza della partita. Dobbiamo rifarci del secondo tempo con il Milan".

Sugli infortunati "Cataldi era già tornato in panchina. Marusic sta correndo, dopo la sosta sarà a disposizione. Per Rovella aspettiamo la risonanza di giovedì o venerdì e vediamo. Dele è guarito ma non ha senso gettarlo nella mischia e rischiare. Aspettiamo. Doekhi è a disposizione, si è allenato. Un ragazzo per bene come tutta la rosa, non posso lamentarmi. Isaksen ha avuto un piccolo problema, ma è a disposizione.

Gattuso fa anche giocare bene i suoi... "Qualcuno si dimentica. Uno deve vedere cosa ho fatto al Milan o al Napoli, se vincevamo con il Verona saremmo arrivati secondi. Sono ostaggio del mio personaggio, ho giocato una vita sul mio carattere. Quando hai il soprannome mio, Ringhio, ti battezzano così, ma questo è un altro lavoro. Io sono orgoglioso, lavoro con passione. Se avessi avuto un giocatore con le mie caratteristiche non so se con me avrebbe giocato. Forse non avrebbe trovato posto per come vedo il calcio da un po' di anni a questa parte".

Alla rosa manca uno come Gattuso? "No. Vogliamo rischiare, fare una pressione ultra-offensiva. Voglio tenere il livello sempre alto, capire bene quando serve abbassarsi. Le cose non si fanno a metà. Gli ultimi quindici minuti con il Milan abbiamo mostrato carattere, abbiamo ricominciato a salire, un'altra squadra può prenderne altri di gol in quel momento".

La rosa è già completa o manca qualcosa? "Icardi ha fatto duecentocinquanta gol in carriera, nessuno lo discute. Ma abbiamo fatto delle scelte: abbiamo preso Pinamonti, Gudmunsson. Quando si spendono parole coi giocatori, poi non bisogna incartarsi. Oggi non ci possiamo incartare, con tutto il rispetto per Icardi. Ne ho parlato col presidente e con il ds, non tolgo niente al valore di Icardi. Ma è per questo che non ho voluto metterci le mani. Già qualcuno così deve stare fuori. Terzini ne abbiamo tre a destra e tre a sinistra. Pellegrini non è in lista, ma si allena con noi. Si chiamano equilibri".

Non viene occupato lo slot libero? "No, penso che è inutile prendere gente e poi rischiare di lasciarli fuori. Lo puoi fare con un giovane o un Primavera, poi la gestione diventa problematica".

La Lazio ha ancora otto o nove squadre davanti? "Penso partita per partita, non mi faccio prendere dall'entusiasmo. Voglio dare una mentalità alla squadra, che si tocchi con mano la nostra identità. Non scappo dalle pressioni, qui c'è tutti i giorni per la storia del club. Ora però non dobbiamo commettere l'errore della presunzione. Dopo il Mantova dicevano che dovevamo salvarci per la figuraccia. Abbiamo una strada".

Su Pinamonti"Pinamonti sa come è arrivato, può e deve stare tranquillo. Ha fatto poco in estate con il Sasusolo, voleva venire qui a tutti i costi. È un ragazzo che ha voglia, deve stare tranquillo. Roma non è stata costruita in un giorno, sappiamo come è arrivato. A Udine ha preso una botta alla caviglia. L'alternanza non vale solo per lui in attacco, dipende anche dalle squadre che affrontiamo. Quando gioca TJ è diverso, più dinamico, ci dà profondità, sono cose che ci può dare anche Pinamonti che però ha altre caratteristiche. Vediamo di partita in partita come vogliamo giocare per mettere in difficoltà gli avversari".

Sui tifosi "Devo chiedere scusa, mi sono fatto prendere dal nervosismo quando ho detto che il calcio fa schifo senza i tifosi. Chiedo scusa a chi era allo stadio e ci è venuto a tifare. Non volevo fare polemica. I tifosi che sono venuti a tifarci non li ho ringraziati e questo è stato un errore. Spero che in futuro ce ne saranno ancora di più".

Come sta Cataldi? "Danilo è stato fermo tantissimo tempo, vogliamo riportarlo in condizione. Se c'è necessità è pronto. Domenica abbiamo fatto una partita con la Primavera, ha messo minutaggio nelle gambe, ha tanto da migliorare visto quanto è stato fermo. Ora si sta allenando con continuità ed è importante per noi".

Come mai ha parlato solo oggi prima di una gara di campionato? "Una scelta mia e della società. Siccome sono molto scaramantico, avrei preferito non venire nemmeno oggi".

È Sutalo il titolare? "Nessuna gerarchia, partita per partita scegliamo. Abbiamo quattro centrali di un'affidabilità incredibile, sono quattro itolari, poi sta a me sbagliare il meno possibile. Ma sono forti, sono giocatori strutturati e sono quattro titolari".

Su Isaksen e Gudmundsson "Oggi lo abbiamo provato anche al posto di Zac, Gudmundsson può giocare ovunque in attacco, ha dinamismo e sa toccare la palla. Isaksen è un giocatore forte, ha tre marce però deve stare bene. Noi dobbiamo fargli capire che è imporante lavorare, recuperare e lavorare. Fa tanto al chilo, pensa solo a lavorare. Poi parlare, farsi aiutare, quando ha piccoli fastidi si può perdere un piccolo allenamento, una parte, una mezz'ora, ma lo deve sapere che può fermarsi. Ha caratteristiche precise, quando sta bene può darci una grossa mano. Dobbiamo essere bravi a saperlo gestire e fargli capire certe cose. Fa tante cose per bontà e voglia di fare, ma deve ascoltare più il suo fisico".

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