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Intervenuto ai microfoni de Il Cuoio, inserto del Corriere dello Sport, Giorgio Venturin ha commentato e presentato da doppio ex il match tra Torino e Lazio, in programma domenica alle ore 18:00 all'Olimpico Grande Torino. Queste le sue parole:
Su Zeman e Zoff: "Il mister cercò di riequilibrare la squadra e la sua mossa fu di togliere un attaccante e di inserire un centrocampista: passammo dal 4-3-3 al 4-4-2. In campo iniziammo ad inanellare una serie di ottimi risultati e chiudemmo al quarto posto. Per me fu una grande rivincita".
Su Eriksson: "L'arrivo di Eriksson, quello di Mancini e del gruppo Sampdoria fu determinante. Mancini portò una mentalità vincente e cambiò la testa di molti. Ma c'è da dire che quella Lazio cresceva anno dopo anno. Ogni stagione il presidente Cragnotti aggiungeva un tassello di qualità ad una squadra già forte. Un grande allenatore, un comunicatore eccezionale e un tecnico in grado di gestire il gruppo come pochi. Era sempre pacato, tranquillo, non perdeva mai le staffe. Sapeva mantenere sempre la lucidità, anche nel corso delle gare".
"Mi dispiace molto vedere le due squadre così in difficoltà. La gara di campionato rappresenta tanto per il Torino. La Fiorentina e il Lecce sono solo a tre punti e se guardiamo il calendario dei granata non è certamente tra i più semplici. Ho paura che fino alla fine se la giocherà con i viola e le altre. La Lazio invece è in una posizione più tranquilla. Anche se, purtroppo, il campionato dei biancocelesti è piuttosto anonimo".
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